A pochi giorni dall'avvio delle lezioni ad Adro (Brescia) si registrano i primi due ritiri di studenti dalla scuola del "sole delle Alpi" (l'emblema leghista). Si tratta di due sorelle che frequentano la prima e la terza media. "Ho preso la decisione per protesta - spiega la madre -. Le ho mandate a una scuola statale e mi sono ritrovata con dei simboli che riconducono a un partito. Non lo posso accettare".
"Il mio sindaco mi può continuare a ripetere la storiellina del 'simbolo storico', ma io non posso raccontarla alle mie figlie- ha aggiunto al donna -. Se mi dicono 'perché è uguale al simbolo che si vede sulla sede di un partito in centro al paese, cosa rispondo?''.
Laura, questo il nome della donna, per ora non ha ancora preso in considerazione forme d'istruzione alternative. ''Spero che i simboli vengano tolti altrimenti penserò qualcosa - conferma -. Per ora le bambine rimangono a casa. Di sicuro la mia scelta non è facile".
Nel frattempo si susseguono le prese di posizione politiche sulla vicenda. "Marchiando con il simbolo della Lega ogni elemento del plesso scolastico - ha affermato la deputata del Pdl Viviana Beccalossi -, certamente non si rende un servizio intellettualmente onesto alla collettività. Anzi, si crea confusione attorno ad una realtà che dovrebbe rappresentare per tutti la base dell'educazione, oggettiva, imparziale e libera dalle strumentalizzazioni".
"La scuola non deve essere strumentalizzata dalla politica, anzi, devono essere garantite libertà ed imparzialità nella formazione scolastica. Credo che il sindaco di Adro - ha proseguito Beccalossi - abbia perso una buona occasione per creare attorno ad un'iniziativa lodevole ed apprezzabile, soprattutto in tempi di difficoltà economica anche per le Istituzioni, largo consenso e plauso trasversale a tutte le formazioni politiche''. Sabato prossimo ad Adro è previsto un presidio organizzato dalla segreteria provinciale del PD.
