Massa, prelevano figlia da istituto
Una bambina di 5 anni è stata "rapita" dai genitori a cui il tribunale dei minori di Bologna aveva sospeso la patria potestà. La piccola era in una casa vacanze di Marina di Massa (Massa Carrara) gestita dalle suore. Marito e moglie si sono introdotti nella struttura attraverso una finestra e poi hanno minacciato le religiose, costringendole a consegnare la piccola. Sembra che l'uomo e la donna fossero armati.
A tranquillizzare sulla sorte della piccola è il legale dei genitori, Francesco Miraglia: "Massimiliano Camparini, Gilda Fontana e la bambina sono tranquilli, sereni e felici. Stanno bene e non c'è la minima possibilità che la bimba possa essere in pericolo. Ho avuto una comunicazione in questo senso nella prima mattinata".
Già a marzo i genitori fecero un blitz in una casa protetta di Reggio Emilia e con uno stratagemma riuscirono a portare via la figlia. La squadra mobile della città emiliana lanciò un appello ai genitori, nel frattempo fuggiti con la bimba in Slovenia, che qualche giorno dopo la riconsegnarono. Un mese dopo i coniugi reggiani si incatenarono al Colosseo a Roma per protestare contro i giudici che hanno sospeso la patria potestà.
L'avvocato Miraglia ha criticato il Tribunale per i minorenni per l'atteggiamento tenuto negli ultimi mesi sulla gestione del caso della bambina: "Ora vogliamo risposte, ma soprattutto certezze". Il legale ha spiegato che è in corso una perizia disposta dall'autorità giudiziaria per valutare la capacità genitoriale: "Era previsto un incontro tra loro e la bimba, ma la tutrice lo ha bloccato sostenendo che era meglio evitare forti emozioni alla piccola se avesse rivisto il papà e la mamma dopo quello che era successo. Così è stato rinviato a data da destinarsi, a settembre. Ma i miei assistiti non sono mostri, non sono sprovveduti, sono solo genitori esasperati e vogliono che la loro vicenda trovi una soluzione".
I genitori: "Ci siamo fatti giustizia da soli"
I genitori della piccola Anna Giulia, chiedono di essere lasciati in pace, affidando un breve comunicato al loro avvocato. "I genitori della piccola hanno provveduto a farsi giustizia da soli - si legge nella nota -. Hanno telefonato al professore Camillo Valgimigli consulente insieme al dottor Roberto Valgimigli nella perizia disposta dal Tribunale per i minorenni di Bologna, comunicando di avere la figlia con sé e di lasciarli in pace. Successivamente si sono messi in contatto con il sottoscritto - continua il legale modenese Francesco Miraglia -, con una telefonata di identico tenore. I genitori hanno tenuto a sottolineare la loro disperazione nello stare lontani dalla figlia". L'avvocato ha poi aggiunto che "la bimba sta bene".
