Clooney:giustizia italiana è buona
La giustizia italiana "è molto buona". Lo ha detto George Clooney, chiamato a testimoniare in aula a Palazzo di Giustizia di Milano. "Sono venuto qua perché credo nel sistema della legge", ha aggiunto l'attore, parte civile nel processo che vede imputate tre persone, accusate di aver creato una falsa griffe con il suo nome. "Sono qui - ha ribadito - perché la gente usa il mio nome per trarre vantaggio nei confronti di altre persone".
Abito blu, cravatta in tinta a piccoli pois e camicia bianca, nonostante l'assalto dei giornalisti, delle telecamere e anche degli operatori del tribunale pronti a scattare una foto con i loro cellulari, la star di Hollywood è entrata in aula sorridendo.
Nel corso del suo interrogatorio Clooney ha citato anche il marchio "Martini", che lui rappresenta in una molto pubblicità televisiva e rivolto al pubblico presente in aula ha detto: "Ok, potete fare delle battute se volete".
L'avvocato Grazia Maria Mantelli, che lo assiste come parte civile, ha chiesto alla star americana per quali marchi facesse pubblicità e nell'elencarli Clooney ha citato anche "Martini". A quel punto il numeroso pubblico presente in sala si è messo a ridere e l'attore si è girato dicendo: "Ok potete ridere".
Guardando poi uno degli imputati nel processo l'attore americano, dalla sedia riservata ai testimoni, gli ha detto con ironia: "Avete fatto un buon lavoro, dovreste essere orgogliosi". Il giudice Pietro Caccialanza si è rivolto alla star, pregandola di "astenersi da commenti, anche se è parte offesa".
Nel corso della sua testimonianza Clooney, inforcando gli occhiali a più riprese, ha dovuto guardare numerosi documenti e fotografie appartenenti agli imputati e riguardanti il falso marchio, e ha ripetuto diverse volte in inglese che erano falsi. Riguardo a una foto, Clooney (le cui parole pronunciate in inglese venivano tradotte da un interprete) ha affermato indicando l'immagine: "C'è una foto dove fumo. Io non fumo e non ho questo orologio e non porto questi jeans a pinocchietto". Clooney, rispondendo alle domande del pm Letizia Mannella, ha più volte ripetuto di fronte a un'immagine mostratagli: "That's false (E' falsa)".
Secondo l'accusa, infatti, i tre imputati avrebbero falsificato numerose fotografie, creando fotomontaggi, numerosi contratti e documenti per sostenere che Clooney stava pubblicizzando il loro marchio. Di fronte al contratto di licenza che gli imputati utilizzavano falsamente, secondo l'accusa, per utilizzare la sua immagine, Clooney ha detto: "Non l'ho mai firmato. Quella firma è falsa". La star ha guardato inoltre una serie di carte, dove, ha spiegato, le sue firme erano state falsificate e fotocopiate in serie.
