cronaca

Il killer di Samuele ha un nome

Cogne, una persona indagata dal pm

11 Mag 2004 - 10:39

L'assassino di Samuele Lorenzi, il bimbo di tre anni massacrato nel lettone dei genitori a Cogne, non è più uno sconosciuto, finalmente ha un nome. Giovedì, dopo oltre un mese di indagini e dopo aver letto l'ultimo rapporto del Ris, che contiene anche la trascrizione delle intercettazioni ambientali, il pm Stefania Cugge ha scritto quel nome sul registro degli indagati. Ma nel carcere di Aosta sarebbero addirittura tre le celle pronte.

In Procura, come ormai è abitudine, tutti negano, limitandosi a dire che serve ancora qualche giorno, che bisogna ancora studiare bene le carte. Ma che finalmente l'assassino di Samuele abbia un nome e un volto è una certezza. Così come è certo che le indagini si siano allargate anche ad altre persone: il killer è uno, certo, ma c'è anche qualcuno che l'ha coperto. E così nel penitenziario di Aosta sarebbero addirittura tre le celle ristrutturare in fretta e furia per accogliere l'assassino e i suoi complici. Lenzuola nuove, serrature nuove, tutto è pronto.

A dare la svolta definitiva alle indagini sarebbe stato l'ultimo rapporto dei carabinieri del Ris di Parma, consegnato giovedì ai magistrati e contenente le trascrizioni di alcune intercettazioni ambientali. Ma per l'arresto potrebbe essere necessario attendere fino a lunedì o martedì: il gip Fabrizio Gandini ha consigliato ai cronisti di prendersi qualche giorno di riposo, "tanto dal pubblico ministero non ho ancora ricevuto nessuna richiesta di arresto: nel weekend vorrei andare a sciare". Anche nel momento in cui la ricevesse, dovrebbe studiare gli incartamenti per qualche giorno. Intanto, però, i carabinieri sono tornati per l'ennesimo sopralluogo, probabilmente l'ultimo, nella villetta di Cogne.

Ma di fondamentale importanza, a quanto pare, sarebbero anche le ultime prove raccolte dal Ris. La più importante delle quali sembra riguardare le impronte dell'assassino: a quanto pare quelle orme rilevate dalle analisi scientifiche non erano di scarpe ma di pantofole.