Satragni: "Sbagliai la diagnosi"
Cogne, la psichiatra ammette l'errore
"In quei tragici momenti persi la testa". Arriva da Torino, dove Ada Satragni si è rifugiata, l'ammissione della psichiatra di Cogne, la prima a soccorrere il piccolo Samuele Lorenzi dopo il delitto e a formulare una diagnosi della morte del tutto errata: aneurisma. La dottoressa, che si è rifugiata nella sua città natale, attribuisce ora quella conclusione all'ansia e al turbamento provati.
La Satragni, la settimana scorsa, aveva lasciato Cogne, dove vive e lavora come medico, per sfuggire all'assedio dei giornalisti. Con lei il marito e la figlia di 7 anni, coetanea di Davide, il fratellino maggiore di Samuele.
La donna, allieva del professore torinese Eugenio Torre, nelle sue dichiarazione agli inquirenti, (è stata ascoltata sette volte), ha dunque ammesso il suo errore.
Nei verbali, come ha anticipato il quotidiano napoletano Il Mattino, Ada Satragni, attribuisce infatti le sua iniziale diagnosi "aneurisma" al turbamento di quegli attimi tremendi, all'ansia e all'agitazione.
