Camorra, fermato boss D'Alessandro
Provvedimento per omicidio Tommasino
Un provvedimento di fermo è stato notificato al boss Vincenzo D'Alessandro, per l'omicidio del consigliere comunale di Castellammare di Stabia (Napoli), Luigi Tommasino. D'Alessandro, attualmente in una Casa di lavoro, è ritenuto a capo del clan camorristico di Castellammare di Stabia. Il provvedimento è stato emesso dalla Dda di Napoli.
Tommasino era stato ucciso da quattro sicari il 3 febbraio dell'anno scorso mentre era in auto in viale Europa con il figlio 15enne. La Mobile aveva già arrestato i killer, uno dei quali, il 19enne Catello Romano, iscritto al Pd, era stato disponibile a collaborare alle indagini e poi si era reso per breve tempo irreperibile, fuggendo dalla finestra dell'hotel dove era sottoposto a protezioen da parte della polizia.
Di recente la vedova dell'uomo politico locale, Liberata Vingiani, era stata ascoltata in Procura per la terza volta nell'ambito delle indagini. Il movente dell'omicidio, infatti, restava ancora incerto anche se i collegamenti di Tommasino con la camorra, e in particolare con il clan D'Alessandro (uno dei sicari in carcere è Salvatore Belviso, cugino del boss), egemone sul territorio, erano subito emersi.
Tra le piste, quella degli appalti pubblici nel territorio di Castellammare, ma anche un "ammanco" di 30mila euro dalle casse del clan di cui Tommasino era considerato responsabile dai veruci dei D'Alessandro. La vedova a Natale aveva fatto gli auguri alla "persona x che ha distrutto la mia famiglia" con 18 manifesti affissi pubblicamente.
