cronaca

Omicidio Tommy, "ergastolo giusto"

Mario Alessi in aula alla compagna

17 Set 2009 - 18:56

"Ci meritiamo l'ergastolo. Non per l'uccisione del bambino, perché su questo mi sento la coscienza a posto, ma per quello che abbiamo fatto". Sono le parole di Mario Alessi, condannato in primo grado proprio all'ergastolo per il sequestro e l'omicidio del piccolo Tommaso Onofri. Alessi lo ha detto alla compagna Antonella Conserva durante il confronto davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Bologna. I due si sono ripetutamente accusati.

Per la prima volta ha parlato Mario Alessi, il muratore siciliano condannato all'ergastolo per il sequestro e l'omicidio del piccolo Tommaso Onofri, di 18 mesi, avvenuto il 2 marzo 2006 a Parma. E per la prima volta ha lanciato pesanti accuse all'ex compagna, Antonella Conserva, condannata a 30 anni in primo grado e come lui imputata in appello.

Alessi ha risposto per tre ore alle domande delle parti e poi ha rilasciato una lunga dichiarazione spontanea, ripercorrendo tutte le fasi di ideazione e attuazione del piano criminale e specificando che "Antonella Conserva sapeva tutto". E ha ribadito la versione già nota sull'omicidio di Tommy spiegando che è stato Salvatore Raimondi a uccidere il bimbo colpendolo "con una vanghetta da giardino". Al momento del racconto la mamma di Tommaso, Paola Pellinghelli e lo zio Cesare Fontanesi sono usciti dall'aula visibilmente commossi.

Il giuramento alla madre di Conserva
L'imputato ha confermato la nuova versione dei fatti contenuta in una missiva, acquisita dalla Corte e spedita lo scorso agosto al procuratore generale. L'uomo ha spiegato di non aver prima coinvolto la Conserva perché (spinto dalla suocera, Cosima Faggiano) aveva fatto giuramento di non chiamare in causa l'ex convivente o i parenti di lei. Un giuramento rotto nel giugno 2008 anche perché, ha detto Alessi - "mi hanno minacciato di non poter piu' rivedere mio figlio". Ma Conserva ha smentito: "Io non so nulla di questo giuramento. Non ho fatto giurare niente a nessuno. E su cosa poi avrei potuto farlo giurare che non conoscevo niente?".

Conserva: "Pronta a rispondere, sono innocente"
Poi è toccato ad Antonella Conserva rendere le dichiarazioni spontanee. "Mi sono avvalsa della facoltà di non rispondere fino ad oggi per una decisione sbagliatissima dei miei vecchi avvocati. Ora mi rendo disponibile perché non ho fatto niente, sono innocente e voglio uscire di galera" ha detto smentendo ogni affermazione di Alessi, prima che il presidente della Corte ammettesse il confronto diretto tra lei e l'imputato Mario Alessi.

"Lei sapeva tutto, dalla A alla Z"
A quel punto è cominciato il confronto tra i due imputati con il fuoco di fila del muratore contro la sua ex compagna. Alessi l'ha invitata a "gettare la maschera". "Lei sapeva tutto, dalla A alla Z. E' inutile ora mentire. Dì la verità - ha esclamato rivolgendosi alla donna -; con me la doppia faccia non la puoi fare. Dì la verità - ha insistito Alessi - dobbiamo prenderci le nostre responsabilità". "Forse non sei venuta a prendermi dopo che il piccolo era morto?". "Assolutamente no - è stata la replica - Ricordati che mi avevi giurato che la violenza sessuale per cui sei stato condannato in Sicilia non l' avevi commessa...". Ma Alessi ha incalzato: "Signor giudice, vede non c'è ancora pentimento in questa donna. Qui stiamo parlando di un reato che abbiamo commesso tutti noi. Siamo stati grandi mascalzoni, non ti nascondere!".

La lettera con la richiesta di riscatto
Secondo Alessi, sarebbe stata Conserva a confezionare con il tessuto elasticizzato di un paio di pantaloni i passamontagna per il sequestro. E secondo Alessi, la Conserva con il fratello, dopo la morte del piccolo, avrebbero scritto una lettera per chiedere ugualmente il riscatto: "Io però, quando la scoprii la bruciai", ha spiegato. 

"Disse: Mi occupo io della mamma del bambino"
"Oltretutto - ha incalzato Alessi - mi avevi detto che per avere piu' notizie per realizzare il sequestro ti eri offerta alla mamma di Tommaso per aiutarla nei lavori di casa. Mi dicesti anche che non aveva accettato". "Non è vero - ha risposto Conserva - non ho mai proposto a nessuno di mettermi a servizio. Non l'ho mai fatto in passato ne' mai lo faro' in futuro".

La mamma di Tommy esce dall'aula
Tra questo scambio di battute la mamma del piccolo Tommy prendendosi la testa tra le mani e scoppiando a piangere è uscita dall'aula per alcuni minuti dicendo sottovoce: "Si vergogni" riferita alla Conserva.

"Ti devi solo vergognare"
Alessi ha proseguito:  "A questa donna e' l'educazione che manca" ha detto a un certo punto Alessi. E ancora: "Questa donna non ha la coscienza a posto"; "Con questa donna non si puo' parlare, non va d'accordo nemmeno con Gesu' Cristo". E poi: "Con quella faccia non la racconti bene. La galera ce la meritiamo, ce lo meritiamo l'ergastolo. Io non ho ucciso il piccolo (dell'omicidio Alessi accusa Raimondi, ndr), per questo ho la coscienza pulita. Ma dobbiamo pagare per l'azione che abbiamo fatto. Come fai a non avere ancora un pentimento?". Conserva: "Sei proprio un falso! Vergognati! Devi dire la verità?'". Alessi: "Abbiamo sbagliato, per noi il paradiso non c'è. Questa è una criminale come lo sono io".

Il giudice sospende il confronto
Dopo quasi una mezz'ora di confronto su questi toni il Presidente della Corte, Aldo Ranieri, l'ha sospeso visto che ognuno ribadiva la propria posizione. Il processo riprenderà venerdì con la discussione tra le parti.