cronaca

Denise, "Sono certa che è viva"

Parla madre bimba scomparsa 5 anni fa

01 Set 2009 - 10:37

Cinque anni esatti dalla scomparsa, a Mazara del Vallo, di Denise Pipitone, la madre non si arrende. "Continuo a lottare perché mia figlia è viva e va ritrovata. Sostengo che Denise è viva perché tutto nelle indagini conduce in questa direzione" dice Piera Maggio. Nell'anniversario della sparizione della bimba si tiene una cerimonia pubblica: "Non è il giorno della memoria - dice la donna - invece è quello della speranza".

Denise Pipitone scomparve a Mazara del Vallo (TP) l'1 settembre del 2004. Avrebbe compiuto quattro anni un paio di mesi dopo, il 26 ottobre. Quel mercoledì qualcuno rapì Denise mentre giocava sul marciapiedi di casa, all'angolo delle vie La Bruna e Castagnola. Inizialmente si pensò che potesse essere stata sequestrata da alcuni nomadi poiché quel giorno nelle vicinanze della casa della bimba si teneva il mercato settimanale. Con il passare delle ore si era passati ad altre piste tra cui la vendetta privata. Tra i primi indagati vi fu Jessica Pulizzi, figlia del padre biologico di Denise. L'uomo, negli ultimi anni, ha più volte e pubblicamente chiesto alla figlia maggiore di raccontare la verità, ma le sue richieste sono sempre cadute nel vuoto.

La manifestazione voluta dall'amministrazione comunale insieme con la mamma della piccola ha come slogan "Vogliamo Denise libera, vogliamo giustizia, vogliamo la verità, i bambini non spariscono nel nulla".

La madre continua a lottare: "Ci sono ancora molte cose da chiarire sulla scomparsa della mia bambina".  Per questo, il 21 luglio, tramite l'avvocato Giacomo Frazzitta, sono state presentate al giudice Sergio Gulotta undici richieste di approfondimento investigativo con cui Piera Maggio si oppone alla richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero sulla posizione di alcuni presunti complici nel sequestro. "La speranza va accesa nella collettività, che pensa invece che Denise è morta" aggiunge la donna.

Le novità raccolte dal perito della famiglia, l'ingegner Roberto Cusani, dell'Universitò di Roma La Sapienza, secondo la madre della bambina sono molto importanti e sarebbero decisive per dare una svolta alle indagini. Cusani ha accertato che nella notte tra l'1 e il 2 settembre, a poche ore dalla sparizione di Denise, il cellulare di una persona vicina all'indagata Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise, si spostava da Mazara verso il Palermitano, percorrendo strade insolite fino nei pressi di Carini. Gli indagati per i quali il pm ha chiesto l'archiviazione sono Giuseppe D'Assaro, l'ex moglie Rosalia Pulizzi (sorella del padre naturale di Denise), la figlia Giovanna D'Assaro e suo marito Antonino Cinà, e Maria Silvana Costa. Giuseppe D'Assaro è stato condannato per due omicidi. Ex pentito, era stato estromesso dal programma di protezione e poi si è autoaccusato, coinvolgendo anche i familiari, del sequestro e dell'uccisione di Denise Pipitone.

La Procura di Marsala, lo scorso maggio, aveva chiuso le indagini per i due principali indagati dell'inchiesta sulla scomparsa di Denise: la sorellastra della bambina, Jessica Pulizzi, all'epoca minorenne, e il suo ex fidanzato, Gaspare Ghaleb, accusato di false dichiarazioni al pm.

Piera Maggio, in seguito alla scomparsa di sua figlia, chiedeva da anni l'inserimento del reato di sequestro di minore senza scopo di estorsione nel codice penale, e ora con l'intervento del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il vuoto legislativo è stato colmato. Chi rapisce un bambino con meno di 14 anni adesso rischia fino a 15 anni di carcere e l'ergastolo in caso di morte.