cronaca

Pordenone, uccide moglie e figlio

Padre omicida si impicca nel bagno

11 Gen 2008 - 12:56
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Duplice omicidio, terminato con un suicidio, a Pordenone. Un uomo ha ucciso la moglie e il figlio e si è poi tolta la vita in una casa di accoglienza. I corpi sono stati trovati da un sacerdote che si era recato a far loro visita. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Comando Provinciale: la donna e il figlio erano sul letto con un laccio di stoffa stretto intorno al collo, il marito impiccato in bagno.

La famiglia viveva dallo scorso luglio nella casa di accoglienza dove si era trasferita a causa di una grave crisi economica che l'aveva ridotta praticamente sul lastrico. In seguito a tale situazione l'uomo sarebbe caduto in una grave depressione. I cadaveri sono stati trovati dal direttore del centro che, non avendoli visti, ha sfondato la porta della stanza nella quale i tre vivevano tutti insieme.

Le vittime - secondo quanto riporta l'agenzia Ansa - sono Bruna Iovesan, di 68 anni, e suo figlio, Fabio, di 39 anni. Giuliano Modolo, di 73 anni, ha usato alcune stringhe di stoffa ricavate dalle lenzuola dei letti. Con altre stringhe di lenzuola l'uomo si è poi impiccato al lavandino del bagno.

La famiglia Modolo, che risiedeva a Polcenigo (Pordenone) - stando a quanto accertato dai carabinieri - finora aveva pagato volontariamente la somma per l'affittto dell'appartamento una sola volta, utilizzando un assegno di un conto corrente postale che Giuliano Modolo aveva aperto da poco. L'assegno, però, era risultato scoperto.

Sia Giuliano Modolo che i suoi familiari erano disoccupati e si trovavano - stando ad alcune testimonianze - in condizioni economiche estremamente gravi.

Il dolore dei familiari
"Da anni Giuliano si era rinchiuso in un isolamento assoluto e non permetteva ad alcuno di concedergli aiuto". A parlare è Alvise Modolo, cugino e vicino di casa dell'omicida. "La coppia - ha raccontato all'Ansa - si era conosciuta in Belgio, dove mio cugino era nato, in seguito alla decisione dei genitori di emigrare per lavorare in una fonderia. Una trentina di anni fa sono però tornati in Italia". Il cugino "aveva una grande passione, quasi un'ossessione, per le macchine di lusso che spesso, da quanto raccontava, prendeva anche a noleggio".

Forse è stato questo tenore elevato di spese a causare il dissesto economico. "Quando la situazione economica si è fatta pesante, il suo grande orgoglio gli ha impedito di chiedere aiuto, preferendo vendere tutto e sparire".