cronaca

"Morte lunga e dolorosa per Tommy"

Sequestro Onofri,il patologo in aula

26 Nov 2007 - 14:28

Una morte lenta e dolorosa quella del piccolo Tommaso Onofri, il bambino rapito e ucciso la sera del 2 marzo 2006 a Parma. Lo ha detto il medico legale Nicola Cucurachi, uno dei due esperti sentiti al processo nei confronti di Mario Alessi e Antonella Conserva. Il medico ha spiegato che l'ipotesi più probabile è quella secondo la quale il bimbo sia stato strozzato. Un'operazione che avrebbe portato alla morte del piccolo in quattro lunghissimi minuti.

Di certo il bimbo è stato anche colpito alla mascella: la frattura sarebbe compatibile, secondo il medico, con un calcio, ma non si esclude che sia stato usato un oggetto contundente, seppure non particolarmente appuntito. Lo stesso strozzamento non è chiaro se sia avvenuto tramite una mano o con qualche oggetto, come una cintura. Il bimbo è sicuramente morto per asfissia.

Cucurachi ha escluso che le ferite riportate sulla mandibola e sulla testa dal bambino siano state provocate dopo la sua morte dai vigili del fuoco che ritrovarono il corpo, così come ha anche escluso che la morte sia stata dovuta ad una caduta. Prima dell'audizione di Cucurachi e Masotti (l'altro medico che ha eseguito l'esame autoptico) erano stati sentiti due esperti della sezione di farmacologia, che avevano analizzato il cadavere per fissare l'orario della morte. Orario che allo stato delle cose resta largo: esperti lo hanno infatti fissato tra le 21,30 del 2 marzo (il bambino venne portato via da casa poco prima delle 20) e le 9,30 del mattino successivo.

Conserva attacca i giornalisti
Nuovamente assente, Mario Alessi, anche alla dodicesima udienza del processo: il muratore siciliano avrebbe dovuto essere presente in aula, ma anche stavolta, all'ultimo momento, ha rinunciato. Infatti, nemmeno il suo avvocato era a conoscenza di questa decisione presa tre giorni fa: "Non condivido - ha detto il legale - la sua posizione".

Si è invece presentata l'altra imputata, Antonella Conserva. La donna, sorpresa, ha chiesto di poter rilasciare dichiarazioni spontanee, attaccando i giornalisti, 'colpevoli' a suo dire di avere diffuso referti video e audio del momento in cui ha testimoniato in aula, negli scorsi giorni, di suo figlio Giuseppe di 7 anni. "Non voglio essere ripresa - ha detto Conserva - e non voglio venga fatto mercato della voce di mia figlio. Fuori i giornalisti facciano quello che vogliono, ma in aula non voglio che nè io nè mio figlio veniamo ripresi".