Violenza donne,"100mila in corteo"
Contestate Turco,Melandri e Pollastrini
Le organizzatrici della manifestazione contro la violenza sulle donne a Roma dicono di aver raggiunto le 100mila presenze. Le ministre Livia Turco, Giovanna Melandri e Barbara Pollastrini, sono state duramente contestate e invitate ad abbandonare il palco. Al grido di 'fuori i fascisti da questo corteo' anche Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna di Forza Italia hanno subito la contestazione. Solidarietà dal mondo politico.
Verso le 18 il corteo è arrivato in piazza Navona dove era stato allestito il palco per la diretta televisiva. La ministra delle Pari opportunità Barbara Pollastrini stava terminando il suo intervento. Scesa dal palco è stato contestata dalla piazza, anche dalle organizzatrici che lamentavano come la loro piattaforma "chiara e precisa" non trovi corrispondenza nelle politiche del governo. Qualche voce più alta, a volte fuori luogo, alle quali la Pollastrini ha cercato di replicare con toni pacati, difendendo anche alcuni dei provvedimenti contenuti nel pacchetto sicurezza.
Poco dopo sul palco sono salite le ministre dello Sport, Giovanna Melandri e della Salute Livia Turco che ha partecipato a tutto il corteo, fin dalla sua partenza. Al grido di "Vergogna, vergogna", "Vendute", fuori dalla piazza sono state costrette a lasciare il palco e la diretta televisiva è stato cosi' interrotta. Di fronte al palco qualcuna unisce le mani a triangolo, rispolverando simbologie degli anni '70.
Critiche anche a La 7
Sul palco contro i ministri Turco e Melandri sono salite rappresentanze dei collettivi e dei centri antiviolenza. A precisarlo è Monica Pepe del comitato promotore della manifestazione, controviolenzadonne.org. Una contestazione che il comitato condivide in quanto "La7 col suo palco - osserva - ha strumentalizzato la manifestazione. Noi non siamo state chiamate a parlare e solo noi, in quanto organizzatrici, potevamo dire il senso di questa iniziativa, parlare della piattaforma che l'ha ispirata. E poi la piazza è di chi ha organizzato la manifestazione".
Livia Turco: "Grave sbaglio"
"E' uno sbaglio grave che va contro la forza delle donne". Cosi' il ministro della Salute Livia Turco ha commentato le contestazioni di alcune manifestanti al grido di 'vergogna vergogna'. "Soprattutto - ha aggiunto il ministro - ciò danneggia le migliaia e migliaia di donne che ho visto e che chiedono unità, perché sanno che la forza delle donne deriva dall'unità. Io ho fatto tutto il corteo e sono stata applaudita, quindi - ha concluso Turco - ci vuole unità".
Carfagna: "Il nostro impegno continua"
"Io, Stefania Prestigiacomo e Gloria Porcella, responsabile Azzurro Donna Lazio, siamo state aggredite verbalmente e fisicamente durante il corteo di Roma contro la violenza sulle donne. E' inaccettabile e dimostra come anche su temi che dovrebbero unire tutte le donne, si fomenta l'odio ideologico di parte. Non eravamo in delegazione, non avevamo bandiere di partito e non avevamo 'annunciato' la nostra presenza: eravamo li' come tante altre per dire no alla violenza sulle donne".
Lo afferma in una nota la deputata di Forza Italia, Mara Carfagna, responsabile nazionale di Azzurro Donna. "Ci spiace sottolineare come siano emersi atteggiamenti e slogan che ci ricordano tempi bui, una intolleranza che non aiuta le donne e dimostra la scarsa cultura democratica di certa sinistra. L'appello bipartisan di ieri della ministra Pollastrini per contrastare in Parlamento e nel paese le violenze sulle donne, e' caduto nel vuoto ed anzi e' stato contraddetto nel giro di 24 ore", sottolinea la Carfagna. Conclude la deputata di FI: "Nonostante le intimidazioni, l'impegno di Forza Italia e di Azzurro Donna contro ogni forma di violenza sulle donne, andra' avanti con rinnovato vigore".
