cronaca

Inchiesta Vip, Corona in tribunale

Pm chiede il rinvio a giudizio

22 Nov 2007 - 09:56

E' terminata a Milano l'udienza preliminare del processo per "vallettopoli" che vede imputati il fotografo Fabrizio Corona, l'agente delle star Lele Mora, Marco Bonato, Pietro Tavallini e Walter Agostoni. Al termine del dibattimento il pm di Milano Frank Di Maio ha chiesto al gup Enrico Manzi il rinvio a giudizio del 're dei paparazzi".  Il gup deciderà il 15 febbraio, dopo la discussione delle difese.

"Fabrizio Corona non è un giornalista e la sua agenzia non ha la ragione sociale di agenzia fotogiornalistica. E' un normale cittadino che ricetta fotografie anche illegali, carpite in situazioni private, e con quelle ricatta la gente per fare soldi". E' questo l'attacco più duro lanciato dal pm chiedendo il rinvio a giudizio. Corona risponde delle presunte estorsioni, riuscite o tentate, ai danni dei calciatori Francesco Coco, Adriano, Alberto Gilardino, al motociclista Marco Melandri, al rampollo di casa Fiat Lapo Elkann e al rampollo Gianluca Vacchi. E' arrivato all'aula bunker di via Ucelli di Nemi su un fuoristrada, cappotto grigio, occhiali da sole a goccia, capelli tirati all'indietro, in aula è rimasto composto. Ma davanti ai giornalisti si è difeso contrattaccando: ''Queste accuse assurde un po' mi fanno venire i nervi - ha dichiarato Corona al termine dell'udienza -, non stanno né in cielo néi n terra. Il pm di Milano non si rende conto di quello che dice''. ''La mia è un'agenzia fotogiornalistica che fattura 250mila euro al mese'', ha proseguito lamentando che l'accusa ''ha travisato gli atti processuali''.

 E ha replicato:"Mi hanno di nuovo messo il telefono sotto controllo per cercare qualcosa di nuovo. Ma non troveranno nulla, anche perché sto cercando di mettere la testa a posto".

Nella sua discussione il pm titolare dell'inchiesta milanese sui fotoricatti ha avuto parole dure anche per l'agente dello spettacolo Lele Mora: è lui ''da sempre, lo sponsor di Corona''. Il fotografo, ha sostenuto il pm, ha mostrato un atteggiamento arrogante ''solo perché sapeva di avere le spalle coperte da Mora. Corona portava a termine i suoi ricatti ''per fini patrimoniali'', Mora ''dava tranquillità da una parte a Corona stesso, dall'altra, paradossalmente, alla parte offesa''. Ma l'obiettivo di Mora, che, secondo l'inquirente, non si tirava indietro nella mediazione neanche quando di mezzo c'era un politico, come nel caso dell'ex ministro Roberto Maroni, fotografato con la sua segretaria in una situazione che in realtà nulla aveva di imbarazzante, ''doveva essere di altro tipo...''.

Sul loro rinvio a giudizio, così come su quello del collaboratore di Corona, Marco Bonato, il gup decidera' il prossimo 15 febbraio, dopo la discussione delle difese. Ma l'inchiesta potrebbe arrivare a un primo punto fermo gia' il prossimo 24 gennaio, quando il giudice dovra' decidere se ratificare il patteggiamento proposto dai due giovani 'driver' milanesi Pietro Tavallini (11 mesi) e Walter Agostoni (un anno), accusati di spaccio in alcuni locali come l'Hollywood di corso Como, il 'The Club', e il bar Franck, dove avrebbero ceduto cocaina e altre sostanze a starlette come Fernanda Lessa, Alessia Fabiani, Francesca Lodo e Belen Rodriguez.

Nel caso i patteggiamenti venissero approvati, la Procura potrebbe passare in brevissimo tempo anche alla richiesta di rinvio a giudizio per false dichiarazioni al pm nei confronti di altre showgirl come Ana Laura Ribas, Aida Yespica e la stessa Alessia Fabiani, oltre che per Francesco Arca, ex volto televisivo di 'Uomini e Donne'. Tutti accusati di aver negato l'evidenza, contraddicendo Tavallini e Agostoni, sul consumo di cocaina.