cronaca

Meredith, luminol "aiuta" Raffaele

Nessuna traccia di sangue in casa sua

15 Nov 2007 - 08:11

Non ci sono evidenti tracce di sangue nella casa di Raffaele Sollecito, uno dei tre indagati per l'omicidio di Meredith Kercher a Perugia. Decisivo l'utilizzo del luminol. Nell'appartamento dello studente pugliese il sopralluogo degli "Esperti ricerca tracce" avrebbe dato esito negativo. La scientifica ha portato via una spugnetta e un fazzoletto sporco di sangue: secondo la difesa sarebbe da ricondurre all'epistassi di cui soffre il giovane.

Intanto i difensori dei tre indagati si preparano a presentare i ricorsi al tribunale del riesame contro il provvedimento di convalida dei fermi.

L'attenzione è comunque puntata sugli esami in corso nella Capitale che dovranno dire se c'è sangue su un coltello e sulle scarpe sequestrate a Sollecito. Elementi determinanti per confermare o smentire la ricostruzione accusatoria che ha collocato il giovane nella camera dove Meredith è stata uccisa e individuato nel suo serramanico la possibile arma del delitto.

Lo studente continua però a negare qualsiasi responsabilità di quanto successo. Con i suoi difensori ha ribadito di essere rimasto quella notte nella sua casa. Anche se si è ancora detto confuso su cosa sia successo esattamente. In particolare sulla presenza della sua fidanzata Amanda Knox e sugli orari ai quali questa sarebbe uscita dall'abitazione.

Punti fermi sulla notte di Sollecito potrebbero arrivare dall'esame del suo computer. Lo studente ha infatti detto agli investigatori di essere rimasto a lungo al pc la notte del delitto.