cronaca

Cecchino: "Voi non potete capire"

Guidonia,Spagnoli in stato confusionale

04 Nov 2007 - 17:48

Non ha dato alcuna motivazione precisa del suo folle tiro a segno sui passanti Angelo Spagnoli, l'ex ufficiale dell'Esercito che ha ucciso una persona e ne ha ferite altre otto, sparando dal balcone della sua casa di Guidonia. "Voi non potete capire, non potete immaginare", ha detto l'uomo quando i militari gli hanno chiesto qualche spiegazione. "Era nervoso, in stato confusionale", ha detto il comandante dei carabinieri Gianni D'Alessandro.

Congedato dall'esercito perché depresso
Intanto si apprende che Spagnoli soffriva di crisi depressive e per questo era stato congedato anticipatamente dall'esercito. L'uomo, tiratore scelto e frequentatore dell'Accademia militare di Modena, aveva da tempo problemi psicologici e di salute. Per questo la forza armata per la quale lavorava aveva scelto un congedo ed una pensione anticipata che forse, dicono ora gli investigatori di polizia e carabinieri, aveva creato una sorta di shock nella sua mente. Mentre erano in corso le trattative per la sua resa, Spagnoli urlava: "Vi odio tutti, mi avete eclissato ma io vi dimostrerò che non sono finito". 
 
I Carabinieri: "Trattativa difficilissima"
"Nella fase finale della trattativa sembrava quasi che Spagnoli volesse sfogarsi. Aveva capito - ha detto il comandante dell'aliquota radiomobile dei carabinieri di Tivoli D'Alessandro - che aveva fatto qualcosa di grave, di sbagliato. Noi gli abbiamo detto che c'erano solo feriti". Protagonisti della "difficilissima trattativa" con il cecchino, il maresciallo capo Giuseppe Picozzi, effettivo alla stazione dei carabinieri di Tivoli, e il maresciallo capo Giovanni d'Alessandro. "Quando siamo giunti sul posto la situazione era già critica - sottolinea il maresciallo capo Picozzi - e appena abbiamo avuto l'opportunità di parlare con lui abbiamo intrapreso un dialogo cercando di protrarlo il più avanti possibile. Dopo circa mezz'ora siamo riusciti a convincerlo a permettere i soccorsi alle cinque persone ferite". La trattativa si è poi sviluppata in altre due fasi: i due militari dell'Arma e l'ispettore Catalano della polizia di Stato sono dapprima riusciti a convincere Spagnoli a farli avvicinare e salire sul terrazzo dell'abitazione e poi, dopo un'altra mezz'ora di dialogo serrato, ad arrivare a tu per tu con l'uomo che nel frattempo si era barricato in casa "realizzando un 'fortino'" con sacchi di sabbia, mortaretti artigianali ed anche un rudimentale lanciafiamme da utilizzare con un liquido infiammabile. "Lui - racconta il maresciallo capo Picozzi in una conferenza presso il comando provinciale dei carabinieri di Roma - Aveva una carabina ed una pistola a tamburo ma non ha mai puntato le armi contro di noi e comunque non si è arreso perchè aveva finito le munizioni". "Era in stato confusionale - ha proseguito il maresciallo capo Picozzi - diceva 'Mi dispiace' e si mostrava spaventato e consapevole di quello che aveva fatto. Gli abbiamo detto che i feriti non erano gravi, che c'era la possibilita' di non complicare ulteriormente la situazione e che era possibile trovare una soluzione. Ha capito ad un certo punto che non doveva andare oltre e non ha dato spiegazioni sui motivi del gesto: se si toccava il tasto del 'perché" diventava irrequieto. Ad un certo punto, appena si è distratto un attimo, l'abbiamo bloccato". Una volta bloccato, Spagnoli non ha opposto resistenza e non ha detto nulla. Rimane quindi il mistero sulle ragioni del gesto.