cronaca

Arrestato tesoriere di Provenzano

Blitz della polizia a Palermo

19 Set 2007 - 07:24

La polizia di Palermo ha arrestato Giuseppe "Pino" Lipari, di 72 anni, ritenuto l'amministratore dei beni della mafia corleonese e braccio del boss Provenzano. L'accusa contestata a Lipari, pregiudicato, è di associazione a delinquere di stampo mafioso pluriaggravata. Sequestrato un terreno del valore di circa 3 milioni di euro che sarebbe di proprietà di Provenzano e che Lipari stava tentando di vendere.

Lipari, considerato l'economo e il consigliori di Bernardo Provenzano, In passato è stato anche uno dei più fedeli favoreggiatori di Totò Riina. Per i corleonesi è stato un "consulente" che si occupava di pilotare gli appalti pubblici in modo da affidarli a imprese vicine ai boss. Ma dalle inchieste emerge anche che Lipari avrebbe fatto da cerniera fra alcuni politici e Riina prima, e poi Provenzano. E l'arresto è stato compiuto proprio alla luce degli accertamenti sui "pizzini" di Provenzano.

Ben inserito nei salotti di Palermo, Lipari ha anche svolto il ruolo di prestanome per conto di Provenzano e per questo motivo in passato gli sono stati sequestrati beni per un valore di decine di milioni di euro che sarebbero riconducibili al vecchio padrino corleonese. Il consigliori di Provenzano alla fine del 2002 dichiarò addirittura di volersi pentire, avviando una stentata collaborazione con la giustizia, che i magistrati però scoprirono subito trattarsi di una messa in scena.

Lipari, dopo aver scontato una pena di 11 anni, era tornato da più di un anno in libertà. Adesso è stato raggiunto da un nuovo ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal gip su richiesta del procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone e dei sostituti Marzia Sabella e Michele Prestipino. E' accusato di associazione mafiosa. Questa nuova indagine condotta dalla Squadra mobile di Palermo è scaturita subito dopo l'arresto di Provenzano. Gli investigatori hanno disvelato un articolato intreccio di interessi dell'organizzazione mafiosa nel settore dei lavori pubblici e degli appalti. Il giudice ha inoltre ordinato il sequestro di beni, considerati di provenienza illecita, per un valore di tre milioni di euro.

Indagata una dirigente della Regione
Nell'ambito dell'inchiesta la Procura ha indagato anche una dirigente della Regione, l'avvocato Maria Concetta Caldara secondo quato riferisce l'agenzia Ansa, in passato anche consigliere giuridico del ministro per gli Affari Regionali, Enrico La Loggia. La Caldara risulterebbe essere socia di Giuseppe Lipari nell'appezzamento di terreno che il consigliori di Provenzano stava tentando di vendere per incassare così una fetta del tesoro del padrino corleonese.