Lavavetri, "non è reato penale"
Procura Firenze chiede archiviazione
Per il procuratore capo di Firenze il mestiere girovago di lavavetri, previsto dalla legge come illecito amministrativo, "non può essere oggetto di illecito penale". ll procuratore ha depositato al gip la richiesta di archiviazione per le denunce a carico degli extracomunitari bloccati dopo l'ordinanza emessa dal Comune. Esclusa anche la presenza di bande dedite al racket. Il sindaco Domenici: "Prendiamo atto, rifaremo l'ordinanza".
''La richiesta di archiviazione - ha spiegato il pg Ubaldo Nannucci - deriva dal fatto che, a mio parere, il mestiere girovago di lavavetri è previsto dalla legge come illecito amministrativo e per il principio di specialità non può essere oggetto di illecito penale. Altri aspetti di dubbia legittimità sollevati nell' ordinanza del comune di Firenze non sono stati da me approfonditi perche' non li ritenevo essenziali''.
Infine, quanto alle ipotesi avanzate dall'assessore alla sicurezza del Comune di Firenze, Graziano Cioni, e dal sindaco Leonardo Domenici riguardo all'esistenza di un racket dei lavavetri, il procuratore capo ha negato la sua esistenza. ''Ho scritto al comando provinciale dei carabinieri e alla questura per sapere se per caso avessero segnalato qualche tipo di condotta che meritasse la definizione di racket e mi e' stato riferito che non c'è stata nessuna segnalazione di questo tipo'', ha precisato.
Il sindaco: "Scriveremo una nuova ordinanza"
Il Comune di Firenze sta mettendo a punto una nuova ordinanza sui lavavetri tenendo conto delle osservazioni con cui il procuratore capo Ubaldo Nannucci ha chiesto l'archiviazione del provvedimento del 25 agosto scorso. Lo comunica, in una nota, il sindaco Leonardo Domenici che esprime "doverosa attenzione e rispetto" per l'atto del procuratore capo di Firenze relativo "all'ordinanza dello scorso 25 agosto di cui molto si è discusso". "Stiamo riflettendo - aggiunge Domenici - sulle osservazioni contenute nell'atto di Nannucci e stiamo mettendo a punto una nuova ordinanza. Il nostro obiettivo è quello di tenere conto delle considerazioni del procuratore, mantenendo la finalità di tutela delle incolumità dei cittadini, senza attenuare l'efficacia operativa del provvedimento".
