L'inizio della lotta tra le due famiglie coinvolte nella "faida di san Luca" risale al febbraio 1991. Lo scontro è partito da un episodio che, all'epoca, venne considerato banale: un lancio di mortaretti, in occasione dei festeggiamenti del Carnevale, cui fece seguito una rissa. Nelle ore successive ci fu una reazione, con un agguato ai danni di componenti della famiglia Nirta-Strangio che vide l'uccisione di due persone e il ferimento di altre due.
Da allora si è susseguita una serie di omicidi che si sono trascinati fino al 2000. Da quell'anno la faida ha registrato una lunga pausa, che si è interrotta nel 2006 con l'omicidio, il giorno di Natale, di Maria Strangio, moglie di Giovanni Nirta, considerato uno dei capi del gruppo alleato con gli Strangio. L'uccisione della donna ha provocato la riapertura della faida, che da quel giorno ha registrato altri cinque omicidi e sei tentati omicidi.
L'ultimo fatto di sangue prima della strage di Duisburg risale al 3 agosto, con l'agguato contro Antonio Giorgi, ucciso a colpi di fucile mentre si trovava in un terreno di sua proprietà. Complessivamente, con i sei morti in Germania, le persone uccise durante la faida sono 15.
