cronaca

Rignano, i racconti dei bambini

Forse 16 i piccoli di materna abusati

26 Apr 2007 - 18:12

Particolari inequivocabili emergono dai racconti dei bambini dell'asilo di Rignano Flamigno (Roma) dove sei persone, tra cui tre maestre e una bidella, sono state arrestate con l'accusa di pedofilia. Un piccolo si sfoga dicendo che gli "mettevano un bastoncino" o gli praticavano "punture sul pisellino" e gli dicevano di stare zitto e di non piangere. Una compagna disegna "il gioco della patatina e del pisello".

Le parole dei piccoli scolari sono riportate nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Tivoli Elvira Tamburelli. Una bambina, per esempio, come cita l'agenzia Agi, parla di "una bidella di nome Cristina, quella con i tatuaggi" che portava i bimbi in uno sgabuzzino, "si tirava sopra la maglietta e loro potevano toccarla".

Una piccola è stata poi sorpresa in casa dai genitori mentre simula l'atto sessuale con le bambole e una che, trovata dalla mamma con l'organo genitale arrossato, chiama in causa una maestra. Un'ennesima che presentava infezioni vaginali con perdite giallastre e piange disperata perché non vuole andare a scuola.

Le piccole vittime, tra i tre e i quattro anni, sarebbero 16 e sono tutti alunni della scuola materna 'Olga Rovere' di Rignano Flaminio dove secondo il giudice, tra il 2005 e il 2006, si è verificata buona parte dei giochi erotici "(ampiamente descritti e mimati), frammezzati a pratiche rituali sataniche allarmanti (iniezioni praticate sul corpo, vestiti da diavoli, segni di croce con la mano sinistra, rituali di sangue e violenza con sacrifici di animali, compimento di atti sessuali di gruppo), a fotografie e videoriprese, a violenze adoperate su altri ragazzini" poste in essere dagli indagati. Oltre che nella scuola (nel giardino, nel bagno e in un'aula in fondo al corridoio), i bimbi venivano portati a casa delle maestre durante l'orario scolastico.

Il pediatra non riconosce più il suo piccolo paziente
"Lo sai che loro ci portavano in una casa grande e ci facevano giocare con dei pupazzi di peluche". E mentre pronuncia queste parole il piccolo Luca (nome di fantasia) è "sovraeccitato, paonazzo in viso, balbettava, gesticolava in modo esagerato, frenetico". Il pediatra che lo visita in quel momento, nell'ottobre scorso, aggiunge: "Posso dire che era un bambino completamente diverso da quello che io conoscevo dalla nascita". 

I video fatti dai genitori
In una ripresa video tra quelle girate dai genitori come prova delle denunce e per sottolineare come i comportamenti dei loro figli siano mutati e dimostrino le violenze si osserva una bimba "sola nella sua stanza e controlla più volte che il padre si sia allontanato. Poi si sdraia a pancia in giù e si colgono movimenti che paiono la simulazione di un atto sessuale". Nell'ordinanza di custodia cautelare del gip si legge poi: "La bambina racconta che quanto esce da scuola e va con la macchina della maestra Marisa, va in un posto lontano dove ci sono i cuoricini per finta e ad attenderli ci sono Patrizia e la bidella Cristina". E qui si inscenano i 'giochi', quello del 'dito a punta', del 'gioco della scatola' dell'uomo nudo e coperto con molte banane addosso ed i bimbi a mangiare.

Legati
La memoria dei bambini è ormai segnata. Un piccolo, in cura presso l'ospedale pediatrico Bambin Gesù, al colloquio di accettazione del 14 novembre scorso, "il medico dà atto che il bambino spontaneamente gli riferisce che la maestra Patrizia lo legava alla sedia e lo picchiava, lo portava a scuola con altri sei bambini, gli faceva bere, a volte una cremina blu e gialla che sapeva di arancia; parlava di foto e di tagli alle braccia e alle mani che la maestra Patrizia si faceva, facendogli poi bere il sangue che ne usciva, si spogliava tutta nuda e lui e gli altri bambini dovevano dirle le parolacce".

Narcotizzati
I piccoli destinati ad essere sfruttati per pratiche sessuali venivano storditi con sostanze narcotiche ma anche minacciati e picchiati con oggetti. E ad alcuni veniva chiusa la bocca con lo scotch. Ad altri venivano inseriti oggetti nei genitali per essere sottoposti a giochi tra loro o con gli stessi indagati: c'era il gioco del tavolo, il gioco dello scatolone, il gioco del dottore, il gioco della mamma e dei figli, il gioco dello scoiattolo e del lupo, e i balli nudi.

Rituali di sette sataniche
Con le piccole vittime, scrive sempre il gip, si richiamavano "pericolosi rituali di sette sataniche (come la vestizione e il mascheramento degli adulti e dei bambini, il cerchio di fuoco e le croci, i tagli alle braccia e la raccolta di sangue, che veniva bevuto, il sacrificio di piccoli animali e le parole concitate che si pronunciavano durante i riti)".

Terrorizzati
I bimbi venivano terrorizzati "anche con l'uso di cappucci, vestiti da diavolo o coniglio nero", e sottoposti a pratiche masturbatorie e orali insegnate da alcuni degli indagati. Gli adulti si mostravano loro completamente nudi, arrivando a minacciarli di morte anche per i loro genitori qualore avessero svelato quel terribile 'segreto'.

Il gip: "Fatti pericolosissimi"
Per il giudice si tratta di "fatti gravissimi e allarmanti, ripetuti nel tempo e dotati di una carica tale, in termini di violenza e assenza di ogni remora o freno alle turpi azioni poste in essere verso bambini così piccoli, da dimostrare la forte pericolosità degli indagati che supera il dato della loro apparente incensuratezza". Per questo motivo, il gip Tamburelli ha disposto che i sei indagati  restino in carcere.