cronaca

Finti incidenti d'auto:120 indagati

Bologna,coinvolti anche 30 poliziotti

20 Apr 2007 - 08:07

Il meccanismo era semplice: organizzavano falsi incidenti d'auto per intascare i soldi dalle assicurazioni. Dopo tre anni di indagini, la Procura di Bologna ha chiesto il rinvio a giudizio per 120 persone. Oltre ad avvocati, medici e carrozzieri, coinvolti nella truffa, che ha fruttato 15 milioni di euro, anche 30 poliziotti. L'inchiesta è nata dopo che gli investigatori avevano notato un aumento sospetto di incidenti.

Una serie di sinistri che avevano scaraventato la pacifica Bologna ai vertici delle classifiche nazionali. Una particolarità che aveva colpito gli inquirenti era l'alto numero di poliziotti coinvolti negli incidenti.

Lo scorso ottobre, come riporta il "Corriere della Sera", la Procura di Bologna ha fatto scattare le manette per sei persone (che devono rispondere anche di associazione a delinquere), considerate la mente dell'organizzazione specializzata nella costruzione di falsi incidenti, grazie a certificazioni fasulle. Non disdegnavano, in alcuni casi, di "gonfiare" le perizie per ottenere risarcimenti più alti. A capo della banda, O. G., di professione avvocato. Per 120 persone, tra cui due carabinieri, sei medici e sei carrozzieri, la Procura si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per truffa.

Incidenti falsi o gonfiati
Le truffe erano portate avanti grazie a un semplice meccanismo, come una catena di montaggio. Medici compiacenti provvedevano a produrre certificati di lesioni o di fratture. Lo stesso lavoro veniva fatto dai carrozzieri per le auto. In molti casi, grazie alle buche nell'asfalto che avrebbero provocato gli incidenti, sono stati chiesti ingenti risarcimenti al Comune che ora ha sporto querela. Cinque poliziotti si preoccupavano di procurare i clienti, guadagnandosi dal capo della banda laute ricompense. Le persone coinvolte sono state oltre seicento, tra queste anche 125 poliziotti. Una mole di dati immensa che ha costretto la Procura bolognese a fare una selezione: si è deciso di procedere solo per le truffe documentate da intercettazioni telefoniche o quelle più eclatanti. Una scelta nata per evitare di impantanarsi in un'indagine che avrebbe richiesto anni e anni di lavoro.

I clienti
Liberi professionisti, commercianti, impiegati e numerosi studenti fuori sede dell'Università, in maggioranza straniera, si prestavano al gioco dei falsi incidenti. Un modo facile per guadagnare soldi visto che per "scomodarsi" prendevano, in media, almeno 3mila euro.

I poliziotti
Un capitolo doloroso delle indagini riguarda i poliziotti, per cui è stata decisa di avviare un'altra indagine. Lavorano in Questura, nei commissariati, alla Polfer o alla Stradale. Due agenti in solo 24 mesi hanno denunciato dodici incidenti ciascuno. In cinque casi avrebbero chiesto ai medici coinvolti nella truffa contro le assicurazioni falsi certificati di malattia. Secondo l'accusa devono rispondere di truffa ai danni dello Stato.

Emblematico il caso di un poliziotto che nel 2004 presenta un certificato medico per ferite al torace e una richiesta di risarcimento per i danni all'auto di servizio, dovuti alla reazione violenta di un extracomunitario. Episodio vero ma c'era un piccolo particolare che ha insospettito gli investigatori: a quell'ora e in quel giorno l'agente era in servizio in un altro punto della città.