cronaca

Ratzinger festeggia 2 anni da Papa

Segretario Onu lo invita a New York

19 Apr 2007 - 08:05

Il 19 aprile del 2005, al quarto scrutinio, Benedetto XVI saliva al soglio di Pietro quale successore di Giovanni Paolo II. In due anni di pontificato il Papa tedesco, invitato ufficialmente all'Onu dal segretario Ban Ki-moon in visita al Vaticano, ha definito con rigore il proprio magistero presentandosi come teologo e pastore: il recupero della fede riconquistata dall'uomo moderno attraverso la ragione.

"Cari fratelli e sorelle, dopo il grande Papa Giovanni Paolo II, i signori cardinali hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore", furono le prime parole di Benedetto XVI dvanti a una folla di fedeli in piazza San Pietro.

I credenti hanno potuto apprezzare fin da subito lo stile del dotto Ratzinger: un maestro che sa parlare al cuore degli uomimi, invitandoli a credere in Dio perché soltanto attraverso di lui si possono costruire relazioni umane giuste, fratellanza, rispetto reciproco, amore.

La fede cristiana, nell'ottica di Benedetto XVI, è una bussola per l'uomo e per le genti che supera la storia, una fede che si basa, e non può essere altrimenti, sul Dio-uomo. Come dimostra il suo "Gesù di Nazaret", diventato subito un best seller mondiale, ennesima prova della forza teologica e di studioso del Papa tedesco, dato alle stampe pochi giorni fa, in occasione dei suoi 80 anni.

Rivangelizzare l'Europa
La missione di Ratzinger è dare una scossa alla Vecchia Europa, bisognosa di tornare alle proprie radici. Non a caso i suoi viaggi hanno avuto fino ad ora come centro il Vecchio Continente: prima la sua Germania a Colonia con i giovani nell'agosto del 2005, quindi la Polonia di Wojtyla nel maggio del 2006, a luglio dello stesso anno il viaggio lampo a Valencia, in Spagna, quindi ad ottobre in Turchia, a Istanbul.

La lotta contro la secolarizzazione
L'altro grande impegno di Benedetto XVI è la lotta alla secolarizzazione, all'avanzata del materialismo, per cercare di contrastare il relativismo sulle ragioni dell'uomo, della morale, del senso della vita e della morte. La sua prima enciclica, infatti, è "Deus caritas est", dove si riafferma l'essenza di Dio e il suo amore verso gli uomini ma dove si evince anche una intransigenza dottrinale, della Chiesa che non fa politica ma fa sentire la sua voce, speso scomoda, sulle grandi questioni come la bioetica e la morale.

Le "riforme" in Vaticano
Ratzinger ha rimodellato in questi due anni la Curia vaticana con una serie di nomine importanti, cambiando il vertice della Cei, chiedendo ai sacerdoti e ai vescovi di vivere profondamente e semplicemente la fede, di trasmetterla in questo modo dedicandosi all'essenziale e non trasformandosi in burocrati o in agenzie sociali, ribadendo il suo "sì" al celibato sacerdotale.

Un pontificato che si segnala per le coraggiose "battaglie" contro la cultura materialista e laica, che ha cercato di mettere in guardia dal dominio della scienza sull'uomo, riaffermando la posizione della Chiesa su aborto, eutanasia, procreazione assistita, coppie di fatto.


Lo sguardo verso l'Oriente
Dal Papa si attende una enciclica sui temi del lavoro e della globalizzazione, poi la visita in Brasile a maggio, primo viaggio intercontinentale durante il quale affronterà una delle realtà ecclesiali più forti ma nello stesso tempo più vulnerabili, colpita dalla crisi della secolarizzazione e dalla sfiducia verso la Chiesa cattolica, come testimonia il successo della sette evangeliche.

Benedetto XVI è anche il Papa dell'ecumenismo, quello che più di ogni altro si sta avvicinando al Patriarca ortodosso di Mosca Alessio II. Con lo sguardo rivolto ad oriente Ratzinger sta cercando il dialogo - sempre difficile - con la Cina e con il Vietnam.

Proprio la Cina sarà al centro della lettera del Pontefice ai fedeli che si trovano nel Paese asiatico, un testo atteso per le prossime settimane, particolarmente "delicato", viste le condizioni di repressione e le continue tensioni a cui sono sottoposti i cristiani.