Alcol,si ubriaca un giovane su 5
Ricerca Iss su sabato sera dei teenager
Il 20% dei giovani si ubriaca il fine settimana e più della metà dei ragazzi tra i 13 e i 15 anni beve il sabato sera. E' questo il risultato di una ricerca dell'Istituto Superiore di Sanità presentato in occasione dell'"alcol prevention day". "Circa 770 mila italiani al di sotto dei 16 anni consumano alcol - spiega Manuele Scafato, direttore dell'osservatorio alcool dell'Iss - e il trend è in forte crescita".
Tra i teenagers risulta sempre più diffuso il fenomeno del "binge drinking", cioè bere per ubriacarsi sei o piu' bicchieri in una volta, come anche l'abuso fuori pasto e le "happy hours": queste abitudini incrementano del 70% il rischio del ricorso dei giovani al pronto soccorso. "A preoccupare sono soprattutto le adolescenti, vulnerabili, psicologicamente parlando, agli effetti negativi dell'alcol", ha detto Scafato.
Secondo la ricerca "Il Pilota" dell'Istituto superiore di sanità (Iss), presentata in occasione dell'alcool prevention day, è emerso che proprio il sabato sera è il giorno più a rischio per il consumo di alcol da parte dei teenager. In discoteca o al pub, in questo giorno beve il 74% dei ragazzi: uno e due bicchieri nel 35,7% dei casi; tre o cinque bicchieri nel 27,8%; oltre sei bicchieri il 19% delle volte. Scendendo nel dettaglio il sabato beve l'83% dei giovani tra i 16 e i 18 anni, il 67% tra i 13 e i 15, il 67% tra i 19 e i 24 e il 64% dai 25 anni in su. Ma anche di venerdi e di domenica i consumi, seppure inferiori, non sono bassi: bevono il 34,6% dei ragazzi e il 19,2% delle ragazze il venerdì e, rispettivamente, il 19,8% e il 14,6% la domenica.
Inquietanti le cifre delle morti causate direttamente o indirettamente dal consumo di alcolici. Ogni anno in Italia circa 25 mila decessi sono associati all'alcool e riguardano più di 17 mila uomini e circa 7 mila donne. Circa il 10% di tutti i decessi registrati nel corso di un anno sono da ritenersi dati dall'alcool.
Nell'atteggiamento degli adolescenti italiani influisce negativamente la televisione: "Fiction e pubblicità - fa notare Scafato - mostrano il bere in un contesto di normalità e sempre più spesso lo associano ad immagini di successo, anche attraverso il ricorso a testimonial d'eccezione che tanta influenza hanno sui giovani".
