"Cristo venga in queste notti buie"
L'invocazione del Papa per la Pasqua
Durante la veglia pasquale in San Pietro, Benedetto XVI ha supplicato Cristo perché scenda "nelle notti" e negli "inferi" dei nostri tempi per "salvare l'umanità in attesa" e "portarla alla luce". ''Signore - ha invocato - dimostra anche oggi che l'amore è più forte dell'odio. Che è piu' forte della morte. Discendi anche nelle notti e negli inferi di questo nostro tempo moderno e prendi per mano coloro che aspettano".
"Portali alla luce - ha proseguito il Papa - Sii anche nelle mie notti oscure con me e conducimi fuori. Aiutami, aiutaci a scendere con te nel buio di coloro che sono in attesa, che gridano dal profondo verso di te. Aiutaci a portarvi la tua luce. Aiutaci a arrivare al sì dell'amore, che ci fa discendere e proprio così salire con te''.
Un riferimento chiaro al rito della Pasqua, in cui la Chiesa rivive le ore dell'attesa dopo la morte di Gesù sulla Croce e la sua "discesa agli inferi", per poi festeggiare la gioia della sua risurrezione.
La solenne liturgia era iniziata poco dopo le 22 nell'atrio della Basilica di San Pietro. Dopo la benedizione del fuoco, il Pontefice ha guidato fino all'altare della confessione la processione con il cero pasquale, dal quale sono state poi accese le candele dei fedeli che mano mano hanno illuminato la navata fino ad allora rimasta in penombra. Solo allora sono state sciolte le campane ed è esploso l'Exultet, "un canto - ha ricordato il Pontefice - di meraviglia per l'onnipotenza e l'onnipresenza di Dio, un canto di fiducia in quel Dio che non ci lascia mai cadere dalle sue mani buone".
Senza Dio, invece, le nostre notti restano buie: "l'anima è immortale, ma la nostra forza non basta per elevarci verso Dio. Non abbiamo ali che potrebbero portarci fino a tale altezza. E tuttavia nient'altro può appagare l'uomo eternamente, se non l'essere con Dio".
Nel corso del rito, poi, il Pontefice ha battezzato due cinesi adulte e i loro bambini, Hao Xiaohong, insieme alla figlia Valentina, e Zhaug Xi, con il figlio Oscar, due donne giapponesi, Keiko Hara e Satoko Nakae, la cubana Maria Luisa Mendes Hernandez, e la camerunese Nathalie Josiane Ntsachoung Tameze. "Il Battesimo - ha detto rivolto ai 7mila fedeli che gremivano San Pietro - è più di un lavacro, di una purificazione. E' più dell'assunzione in una comunità. E' una nuova nascita. La novità del battesimo, infatti, è che la nostra vita appartiene a Cristo, non più a noi stessi. Ma proprio per questo non siamo soli neppure nella morte: siamo con Lui che vive sempre, con Cristo, abbiamo già fatto il viaggio cosmico fin nelle profondità della morte".
