cronaca

Incendio Arena, arrestato l'autore

Ancona, dipendente 38enne ha confessato

05 Apr 2007 - 09:02

Svolta nelle indagini sull'incendio scoppiato nello stabilimento Arena di Castelplanio (Ancona) il 3 aprile, nel quale è morta un'operaia. Gli inquirenti hanno accertato l'origine dolosa del rogo. Valter Mazzolani, 38enne dipendente dell'azienda, è stato arrestato e ha confessato. Ora si trova nel carcere di Montacuto ad Ancona. A causa dei danni causati dal rogo, i dipendenti saranno messi in cassa integrazione.

Vittima del folle gesto è stata Alite Carbella, 59 anni, rimasta intrappolata in uno dei bagni della fabbrica. Il dipendente, che lavorava all'Arena da quasi 6 anni nel reparto spedizioni, ha precedenti specifici: era stato indagato, infatti, nel 1990, per un incendio in un'altra azienda della zona. L'uomo, però, ne era uscito "pulito".

I carabinieri hanno scoperto che il giorno prima dell'incendio divampato nello stabilimento del gruppo alimentare di Castelplanio l'operaio aveva già tentato di appiccare due incendi di modestissima entità. E' stato dunque un incendio accidentale, che il 29 marzo scorso aveva interessato un bancale presso il deposito dell'azienda ad accendere l'"intuito criminale" di Valter Mazzolani, 38 anni, dipendente del reparto spedizioni, dalla notte di mercoledì in stato di fermo con l'accusa di incendio aggravato per il rogo divampato il 3 aprile nello stabilimento.

E' la ricostruzione fatta dai carabinieri, che hanno ricostruito lo sconcertante episodio costato la vita a un'altra dipendente, Anite Cardella, 59 anni, alla soglia della pensione, vedova e madre di due figli, Katia e Massimo, con cui il presunto piromane - ironia della sorte - era andato a scuola. Mazzolani conosceva bene la famiglia della donna, anche
perché per un certo periodo aveva abitato a Pozzetto, la frazione in cui viveva la Cardella. Secondo gli investigatori, ad accendere la "lampadina" nella mente di Mazzolani - con precedenti specifici per un incendio divampato nel '90 alla Gommus di Montecarotto dove all'epoca lavorava, ma la sua responsabilità non è stata mai accertata - sarebbe stato il principio d'incendio, quello sì accidentale, del 29 marzo. Così, sempre secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri, il 2 aprile avrebbe fatto le "prove generali", dando fuoco a un quadro elettrico nel pomeriggio e poi, in serata, facendo un altro tentativo sempre nella stessa zona. Due episodi ''modestissimi'', riferiscono i carabinieri, che potevano essere ritenuti 'fisiologici' in una grande azienda.

Il 3 aprile il vero attentato: Mazzolani si fa cambiare il turno, perché quel mattino non avrebbe dovuto lavorare; alle 5:40, quando inizia il primo turno, entra con i 249 dipendenti in servizio tra operai e amministrativi, prende le chiavi e si dirige verso il deposito. E' qui che con dei fiammiferi trovati il giorno prima in un ripostiglio dà alle fiamme il materiale per imballaggi che si trova sopra un bancale. Quindi esce e va a prendere un caffè, interrotto dall'allarme nel frattempo scattato. Tutti scappano, lui compreso; solo Alite Cardella ci ripensa e torna indietro, per riprendere la borsa con i suoi effetti personali. E per lei è la fine. Verrà trovata morta, forse per un malore o per asfissia, nel bagno del deposito dove si era rifugiata. 

Mazzolani era stato sentito mercoledì come testimone. I suoi precedenti e il fatto che avesse chiesto un cambio d'orario hanno messo in allerta i militari, che lo hanno incalzato di domande. Alla fine, nella notte, l'operaio è caduto in contraddizione e ha ammesso di essere l'autore dei piccoli incendi del 2 aprile come del rogo del 3 aprile, che ha messo in ginocchio l'azienda provocando danni per milioni di euro, con pesanti ricadute occupazionali per i 697 dipendenti, i quali verranno posti in cassa integrazione per tutto il 2007.

Mezzolani non avrebbe fornito un movente, ed è apparso piuttosto confuso. I carabinieri stanno ora riprendendo in mano tutti i casi di incendi dolosi (di auto ed altro) dell'ultimo periodo, rimasti finora insoluti, per vedere se anche questi episodi rechino la firma di Mazzolani.