cronaca

Vallettopoli,Corona: "Non ho paura"

Tentativo di ricattare Lapo Elkann

12 Dic 2006 - 08:25

"E' solo strategia". Fabrizio Corona, 32 anni, titolare dell'agenzia fotografica, nell'occhio del ciclone per le foto osé che avrebbe venduto ai vip per non pubblicarle, in un'intervista alla Stampa, si dichiara tranquillissimo e sostiene che "questa storia delle estorsioni non esiste. Non ho paura che mi arrestino ma, se avverrà, scriverò un libro e venderò copie a palate". Intanto, tra i ricattati ci sarebbe Lapo Elkann.

Anche Lapo rischiò di cadere in trappola

L'inchiesta di Potenza sembra aver seguito una pista che arriva fino a Torino. Là, sembra che l'organizzazione dell'impresario e del fotografo, Lele Mora & Fabrizio Corona, abbia bussato persino alla porta della Fiat per vendere un'intervista a Patrizia, il trans presente durante il malore del rampollo della famiglia Agnelli provocato da un'overdose. E questo già dai primi momenti del tragico ricovero in ospedale del giovane. Ma i piani alti del Lingotto rifiutarono. L'intervista uscì comunque sul settimanale "Chi". Il nuovo filone allargherebbe quindi anche il campo delle estorsioni: dai semplici scatti a servizi giornalistici completi.

Cinico e arrogante

Definito arrogante e cinico, Corona non ha esitazioni sul proprio operato: "Da otto giorni sono su tutti i giornali, accusato delle peggiori nefandezze. E le persone che incontro hanno lo stesso atteggiamento di sempre. Anzi, c'è chi mi chiama per strada. Si rende conto, in che razza di mondo viviamo? Un paese dove la Gregoraci, che non era nessuno, adesso è una diva".

E poi riguardo alle foto vendute col ricatto ai vip per evitare scandali con la loro pubblicazione: "Questa storia delle estorsioni non esiste. Il mio mestiere è vendere fotografie, cambia qualcosa se ad acquistarle è un giornale o la persona fotografata?" Cambia, ribatte l'intervistatrice, se una persona la si fa fotografare allo scopo di venderle le foto compromettenti onde evitarne la pubblicazione. "Appunto. - risponde Corona - Io questo non l'ho fatto". "L'ha letto Feltri - prosegue il paparazzo - e se un giornalista evita di pubblicare foto sgradite a un vip dal quale vorrebbe farsi concedere un'intervista, è reato? No, è sempre mercato".

Poi chiarisce in che cosa consiste il suo lavoro: "Il mio mestiere è acquistare e vendere le fotografie; il mestiere di molti artisti è farsi fotografare per finire sui giornali. Nella maggior parte dei casi sono loro a chiamare i paparazzi. Poi c'è la volta che non li vorresti, e quelli arrivano. Sono cose da mettere in conto quando sei un personaggio pubblico".

Quanto a un ipotetico arresto, Corona dichiara: "Non ho paura perché so quello che ho fatto. Però non escludo che possa succedere. Persino il re è stato in prigione, non ho capito il perché (...) Se m'arrestano scriverò un libro, e ne venderò copie a palate".

L'inchiesta si allarga

Ora l'indagine condotta dal pm potentino John Woodcock punta i riflettori sulle intercettazioni dei colloqui tra gli indagati - che a questo punto sono sette: Mora, Corona e altri cinque fotografi - per definire chi ha ceduto ai ricatti e chi invece li ha respinti. La procura vuole stabilire se vi siano gli estremi per parlare di sfruttamento della prostituzione e traffico di stupefacenti. E capire se sono coinvolte altre persone con un ruolo di esca per far cadere nella loro rete il calciatore, l'artista o il politico preso di mira.