Ciro Mazzarella, boss di Santa Lucia, considerato uno dei capi storici della camorra napoletana, è stato scarcerato per prescrizione dei termini dalla Corte d'appello. Arrestato in Spagna nel 2002, si trovava nel penitenziario di Parma in base a due ordinanze: una condanna definitiva di 4 anni e mezzo di reclusione e una custodia cautelare per la condanna a 6 anni e mezzo in attesa dell'esame della Cassazione.
La notizia della messa in libertà del malavitoso, riportata da alcuni giornali, ha subito sollevato polemiche. Ciro Mazzarella ha 60 anni e nel 2002 era stato arrestato in Spagna con l'accusa di contrabbando di sigarette e racket. Il boss di trovava in Costa del Sol, dopo aver passato anni a gestire soldi del contrabbando di "bionde" partendo da via Santa Lucia a Napoli e sbarcando in Svizzera, in Montenegro e in Spagna. Per lui il pm chiese nel 2004 18 anni di reclusione.
Alla base della decisione di mettere in libertà il capo clan, della settima sezione della Corte di appello di Napoli, una complessa questione di carattere tecnico. Mazzarella era detenuto in base a due ordinanze. La prima relativa a una condanna definitiva a 4 anni e mezzo di reclusione, la seconda a titolo di custodia cautelare per la condanna a 6 anni e mezzo non ancora passata al vaglio della Cassazione. La difesa ha chiesto di far decorrere la seconda misura cautelare dal momento della sua effettiva notifica e non solo a partire dalla completa espiazione della prima pena. La Corte di appello ha accolto la tesi del legale e ha firmato la scarcerazione.
Solo sette giorni fa era stato arrestato il nipote di Ciro Mazzarella, Francesco. L'uomo era finito in manette nel corso di una retata di presunti appartenenti al clan. Quattordici le persone arrestate, tra cui una donna.
