E' morto a Bangkok il principe Kiko Hohenlohe Furstenberg, pronipote di Gianni Agnelli. Kiko era arrivato in Thailandia a metà luglio per dimagrire. Volendo rimanere qualche giorno in più aveva falsificato il visto, ma è stato scoperto e arrestato. La notte tra sabato e domenica si è sentito male in carcere: è morto poco dopo. "E' stato trattato in modo disumano - accusa la famiglia - ora vogliamo sapere la verità".
La maledizione degli Agnelli sembra non avere fine. Il principe Christoff Hohenlohe, 50 anni, figlio di Ira Furstenberg, è morto per un visto scaduto. Questa è l'unica certezza di un decesso peraltro avvolto nel mistero. Ancora da chiarire, infatti, cosa sia successo nella cella dove Kiko è stato male nella notte tra sabato e domenica: attacco cardiaco, infezione polmonare o grave crisi per mancanza di insulina.
Kiko è stato arrestato per aver falsificato il passaporto. Dopo una decina di giorni trascorsi in un noto centro benessere della capitale aveva deciso di tornare in quella che ormai considerava la sua vera casa, le Hawaii. Ma il volo verso Honolulu non aveva posti liberi. Per ritardare di qualche giorno la partenza, il principe ha modificato con la penna la data del visto e ci ha scritto sopra 6 agosto.
Una leggerezza che gli è costata cara: la polizia all'aeroporto se ne è accorta e lo ha portato dritto in carcere, in una di quelle prigioni all'indice per Amnesty International, che da sempre ne denuncia i trattamenti orribili. Vi è rimasto circa una settimana, mentre la famiglia si prodigava per dare un rapido epilogo al caso.
Qualche giorno dopo l'arresto, mamma Ira, il fratello Hubertus e la sua fidanzata erano addirittura volati fino a Bangkok. Ora sono increduli. "Non doveva farlo - dice Hubertus - ma metterlo in galera in questo modo, trattarlo come il peggiore dei delinquenti...". Nonostante il dolore, i Furstenberg non si danno per sconfitti: "Noi vogliamo vederci chiaro, vogliamo capire cosa è successo, se l'hanno picchiato, come l'hanno trattato".
Stessa determinazione nelle parole di Ira: "Sono addolorata, ma soprattutto molto indignata perché non capisco come sia potuta succedere questa tragedia. Non me lo spiego, ma voglio andare a fondo, voglio la verità". "Ha pagato un prezzo incredibile", racconta il fratello Hubertus Hohenlohe interpellato telefonicamente dal TG1. "Invece di comprarsi un altro visto, ha cambiato la data a quello che aveva...da li' loro hanno fatto una storia sostenendo che si trattava di un crimine rilevante e lo hanno messo in prigione. Ma è chiaro che non è che ci sia stata un'offesa così grande per finire così male...".
La causa della morte - ha proseguito il fratello Hubertus Hohenloe "non ce l'hanno detta esattamente...ci hanno detto che ci metteranno due mesi a dircela ufficialmente: arresto cardiaco, ci hanno fatto capire. E alla fine quella è sempre la causa della morte, ma sono crollati un po' troppo veloci tutti gli organi, non si capisce perchè".
