cronaca

Izzo: "Uccise perché appiccicose"

Interrogatorio durato circa quattro ore

12 Mag 2005 - 21:07

Al termine del suo interrogatorio, Angelo Izzo, l'uomo accusato del duplice omicidio della villetta di Ferrazzano (Campobasso), ha spiegato i motivi del gesto. Ascoltato per circa quattro ore dai magistrati della Procura e dai funzionari della polizia in carcere, Izzo ha rivelato di aver ucciso le due donne, madre e figlia, perché "troppo oppressive e appiccicose".

Sullo sfondo del duplice omicidio, insomma, c'era una relazione tra Angelo Izzo e Maria Carmela Linciano, moglie di Giovanni Maiorano, nel corso della quale "quella donna era diventata opprimente". Secondo Izzo, era stato comunque il marito della donna a "disporre anche sessualmente della moglie".

Il massacratore del Circeo ha così deciso di liberarsene. Questo, almeno, il movente fornito ai magistrati. La relazione tra i due, a quanto hanno riferito gli avvocati difensori all'uscita dal carcere, "era fatta di interessi economici, di sentimenti e anche di sesso", e avrebbe avuto il beneplacito dello stesso Maiorano che, prima che Izzo ottenesse la semilibertà, gli aveva detto che poteva anche disporre della moglie. "Questo probabilmente - hanno spiegato gli avvocati Enzo Guarnera e Filomena Fusco - nasce dall'idea di legare ancora di più Izzo a un progetto di investimento comune di denaro, in attività sicuramente non lecite. Denaro che poi si sarebbe dovuto reinvestire anche in attività lecite".

Questo rapporto complesso di Izzo con la moglie di Maiorano avrebbe determinato da parte della donna, secondo la versione fornita dal pluriomicida, "una sorta di attaccamento, sempre maggiore, quasi morboso, tanto che lui a un certo punto si sentiva come l'uomo di casa della famiglia formata dalla figlia e dalla moglie di Maiorano". "All'interno di questo rapporto - hanno sottolineato ancora i legali - c'erano anche della attività economiche gestite con denaro che proveniva sia dai risparmi di Maiorano sia da attività che Izzo aveva intrapreso all'esterno del carcere".

Izzo avrebbe parlato comunque di somme "assolutamente modeste: 5-6 mila euro complessivi, non di più". In questo rapporto "fatto di interessi economici comuni - hanno affermato ancora i legali - di prospettive di vita future che si costruivano assieme, di piccole attività da intraprendere come ristoranti o supermercati, Izzo a un certo punto ha cominciato a percepire la presenza della donna come una presenza opprimente, incalzante". Mentre all'inizio era quasi gratificato - hanno aggiunto - perché forse per la prima volta sentiva di essere un capofamiglia, anche se di una famiglia anomala, in un secondo momento la presenza della moglie di Maiorano è diventata per lui insopportabile.

"Psicologicamente lo snervava e non sapeva come liberarsi di questa donna". E' a questo punto che, secondo gli avvocati difensori, è entrato in gioco "l'aspetto patologico della personalità di Izzo". Anziché tagliare semplicemente i rapporti, "Izzo ha sentito improvvisamente riemergere dentro di sè, dal profondo, una parte della sua personalità che riteneva morta per sempre". L'avvocato Guarnera ha parlato espressamente di "doppia personalità" di Izzo, di un "qualcosa di mostruoso che lui conservava dentro di sè senza neanche averne consapevolezza e che in determinate circostanze è riemerso".

Per lui quindi "il modo migliore di liberarsi di una presenza che era diventata opprimente è stata quella di uccidere Maria Carmela Linciano". La figlia di lei, Valentina, di soli 14 anni, è stata invece uccisa "perché seguiva sempre la mamma ed era diventata testimone inconsapevole del suo omicidio". Il corpo della ragazzina è stato trovato nudo poiché Izzo aveva sentito dire che i cadaveri ricoperti con la calce - come lui aveva fatto per far sparire le tracce dell'assassino - si decompongono prima se privi di vestiti.

Gli avvocati di Izzo hanno poi chiesto ai magistrati della Procura di Campobasso che venga disposta una perizia psichiatrica nei confronti del loro assistito. "Quanto Izzo ha spiegato - ha dichiarato l'avvocato Enzo Guarnera all'uscita dal carcere - il modo con cui l'ha spiegato, le motivazioni complesse, psicologiche o psichiatriche, che gli stanno dietro, devono essere approfondite dai tecnici". Sempre secondo Guarnera, la stessa Procura sarebbe orientata nel senso di un accertamento di questo tipo "perche' all'interrogatorio - ha sottolineato - era presente uno psichiatra".