I carabinieri di Roma hanno arrestato Totuccio Contorno, uno dei pentiti storici della mafia. Contorno, che gode di un programma di protezione, è finito in manette per tentata estorsione ed è stato fermato dai militari in flagranza di reato nella Capitale. L'ex boss mafioso, infatti, era in procinto di recarsi in uno studio notarile dove avrebbe dovuto farsi cedere un'attività commerciale da un uomo vittima della tentata estorsione.
Il pentito, che ha cominciato la sua collaborazione con il giudice Giovanni Falcone e che chiese a Tommaso Buscetta il permesso di poter collaborare, è in regime di protezione. L'arresto dell'ex boss della mafia è stato convalidato dal gip che ha concesso al pentito il beneficio dei domiciliari. Secondo quanto ricostruito dai militari il pentito aveva fatto diverse richieste, giudicate estorsive, al suo conoscente. Totuccio si è giustificato in sede di udienza preliminare spiegando al gip che aveva prestato decine di migliaia di euro alla persona che è stata vista con lui nelle vicinanze dello studio notarile, e che non aveva mai ottenuto la restituzione del denaro.
Secondo le indagini, Contorno avrebbe invece minacciato il suo conoscente fino a pretendere da lui che gli cedesse un'attività commerciale. Per questo i carabinieri, che sorvegliavano da tempo l'ex boss, lo hanno arrestato. Contorno è stato richiuso, prima della convalida dell'arresto, in un carcere di Roma e all'ufficio matricola del penitenziario è stato identificato con il nome che ha adottato da quando è diventato collaboratore di giustizia
Chi è Totuccio Contorno
Salvatore Contorno, detto da alcuni la ''primula di Brancaccio", da altri "Coriolano della Floresta" ma più noto come "Totuccio" è nato nel '46 a Palermo. Contorno è il pentito numero due, l'uomo che insieme a Buscetta ha osato rompere le regole, raccontando ai giudici i misteri, i fatti e i misfatti di Cosa Nostra.
Negli anni Settanta fu mandato in soggiorno obbligato in provincia di Verona. Dopo una condanna a 26 anni in contumacia per il sequestro di un industriale, visse in latitanza nel capoluogo siciliano.
Uomo di fiducia di Stefano Bontate, il 25 luglio 1981 scampò a uno spettacolare attentato tesogli dai clan rivali a Brancaccio. Fu arrestato il 23 marzo del 1982 a Roma, mentre studiava il piano per uccidere Pippo Calò e vendicare così i suoi molti parenti uccisi dai corleonesi e dai loro alleati.
Nell'ottobre del 1984 cominciò a collaborare con i giudici, completando le dichiarazioni rese da Buscetta. Nel 1987, alla conclusione del maxiprocesso, fu condannato a sei anni. Dopo la testimonianza al processo per la Pizza Connection, la giustizia americana gli concesse lo status di collaboratore. Nel 1989 fu arrestato nei pressi di Palermo, mentre si pensava fosse in America.
