C'è anche il nome dell'avvocato Carlo Taormina nell'elenco degli indagati dalla Procura della Repubblica di Torino nell'inchiesta scaturita dalla denuncia con cui i coniugi Lorenzi indicavano, dopo la condanna della donna, un altro colpevole per l'omicidio del piccolo Samuele. Il legale della famiglia Lorenzi però non si preoccupa e dice:""Dal 3 settembre mi sono autodenunciato, quindi era logico che venissi indagato"
L'iscrizione di Taormina nel registro degli indagati rientra nell'ambito delle indagini sul cosiddetto "Cogne bis", il fascicolo trasmesso a Torino dalla Procura della Repubblica di Aosta a metà ottobre. L'11 ottobre, infatti, la consegna della perizia sulle "tracce" che i consulenti medico-legali della difesa, Enrico Manfredi e Claudia Sferra, dicevano di aver scoperto durante un sopralluogo notturno il 28 luglio nella villetta di Cogne ha infatti chiuso il cerchio.
I carabinieri di Aosta qualche giorno prima avevano già smontato con un rapporto di 132 pagine "l'indagine alternativa" dell'investigatore Giuseppe Gelsomino. Il procuratore capo di Aosta non trovando nessun riscontro alle accuse mosse da Annamaria Franzoni e il marito a Ulisse Guichardaz aveva trasmesso per competenza il fascicolo ai colleghi di Torino dopo aver incriminato i coniugi per calunnia. I sostituti procuratori Giuseppe Ferrando e Annamaria Loreto, coordinati dal procuratore capo di Torino Marcello Maddalena e dal suo aggiunto Maurizio Laudi, avevano fatto il resto indagando per lo stesso reato anche il "detective" Gelsomino e i due consulenti tecnico scientifici, Enrico Manfredi e Claudia Sferra.
L'analisi fatta dagli esperti per valutare le "tracce" miracolosamente scoperte nella notte del 28 luglio scorso nel villino di Cogne era stata lapidaria. Le impronte trovate sulla porta della camera dove fu ucciso Samuele "sono state impresse sulla porta in concomitanza con le operazioni di sopralluogo svolte dai consulenti della difesa...". Mentre le tracce di sangue trovate in garage per i periti "si sono formate in epoca successiva al dissequestro dell'abitazione". La conclusione era stata quindi inequivocabile: le tracce erano successive al fatto.
"Dal 3 settembre mi sono autodenunciato, quindi era logico che venissi indagato". Per l'avvocato Carlo Taormina, difensore di Anna Maria Franzoni, la sua iscrizione nel registro degli indagati da parte dei magistrati torinesi sarebbe legata alla sua autodenuncia tanto che il legale sottolinea che "è esattamente quello che volevo, ossia che si aprisse un'inchiesta e che si aprisse a Torino". L'avvocato Taormina, riferendosi al lavoro dei consulenti della difesa che è invece stato "attaccato" da quelli della Procura di Aosta, si dice "sicuro che tutto è stato fatto nella piena regolarità". "Se avessi saputo di operazioni di questo genere -aggiunge Taormina riferendosi a un'eventuale falsificazione delle prove- non avrei esitato a denunciare io stesso la cosa. E se dovesse emergere, ma non sarà così, che la consulenza della Procura di Aosta sia anche solo parzialmente vera, e se in questo caso riuscissi a capire chi è stato a commettere una reato di questa gravità sarò io a denunciarli e mi sto muovendo proprio per capire se c'è un fondamento di verità nella Procura di Aosta. Ma sono sicuro -ribadisce- che tutto è stato fatto nella piena regolarità".
La Procura di Torino, che nelle scorse settimane aveva aperto un fascicolo per calunnia e falso processuale nel quale sono indagati, con posizioni diverse, i coniugi Lorenzi, l'investigatore Giuseppe Gelsomino e i consulenti Enrico Manfredi e Claudia Sferra, mantiene la linea del massimo riserbo e non conferma nè smentisce ufficialmente la notizia dell'iscrizione di Taormina nel registro degli indagati. I prossimi passi dell'inchiesta saranno l'udienza del Tribunale del Riesame, che si terrà sabato, per discutere la richiesta dei legali di Sferra e Manfredi di dissequestro del materiale informatico prelevato durante le perquisizioni nelle loro abitazioni e nei loro studi, e gli incidenti probatori. Il primo sarà proprio quello sul materiale informatico mentre in un secondo tempo verrà richiesto dalla Procura un incidente scientifico sulle due perizie contrapposte. E' probabile che per questo atto dovrà essere eseguito un nuovo sopralluogo nella villetta di Cogne.
I Lorenzi cambiano avvocato difensore
Annamaria Franzoni e il marito Stefano Lorenzi, dopo l'iscrizione nel registro degli indagati dell'avvocato Taormina, dovranno cambiare legale nel procedimento "Cogne bis". Infatti, Taormina non può essere indagato e difensore nello stesso procedimento. L'avvocato, come i Lorenzi, è accusato di calunnia e frode processuale, per cui ne deriverebbe una sorta di autodifesa, che non è consentita dall'ordinamento.
Diverso è, invece, il processo nel quale Annamaria Franzoni è imputata dell'omicidio del figlio Samuele: il codice di procedura penale non stabilisce alcuna incompatibilità.
