cronaca

Scuola islamica: mail a senso unico

Le opinioni dei lettori del TGCOM

12 Lug 2004 - 11:25

Ecco alcune delle opinioni dei nostri lettori sulla questione della classe riservata a studenti islamici a Milano.

Stefano scive: E' ora che i musulmani imparino ed accettino le tradizioni del paese in cui decidono di vivere. Non e' ammissibile pretendere che l'Italia e gli italiani si adeguino al loro credo ed alle loro leggi anche perche' mi sembra che siano tutt'altro che democratici quanto noi occidentali.

Riccardo scrive: Sono veramente nauseato dall'ennesimo atto di islamizzazione del nostro Paese. E' inutile che parlino ancora di integrazioni tra culture quando sono le stesse famiglie arabe che non vogliono le classi miste con gli studenti italiani "pena" il rientro in Egitto per finire gli studi. Noi come i soliti pecoroni, ancora una volta, ci siamo abbassati ai loro ricatti, l'integrazione è un'altra cosa, sono gli stranieri che devono sforzarsi per convivere con la nostra cultura.

Massimiliano scrive: ciao a tutti sono massimiliano di lodi, vorrei solo precisare in quanto leggo su tgcom.it classe per islamici? ma dove arriveremo a cancellare anche le nostre ideologie per dare spazio ai musulmani o maomettani...e' una vera e propria vergogna..dimostrino anche loro questa apertura nei nostri confronti. ps. il crocifisso non e' solo un simbolo ma .. e' tutta la nostra fede,fede in una civilta' aperta e democretica uguale per tutti.

Elia scrive: Sono contraria alla scuola per soli islamici, perchè noi Italiani abbiamo e stiamo subendo ingiustizie dalla nostra Patria, dalla terra da dove siamo nati, e visto l'affluenza di clandestini che pagano per venire in Italia, ci fa supporre che qualcuno stia vendendo l'Italia con la sua cultura e le sue tradizioni, prima attraverso le organizzazioni criminali che guadagnano attraverso il traffico dei clandestini, poi con leggi razziali contro di noi. Gli islamici che sono venuti in Italia sapevano che in Italia c'è la religione cattolica, nelle aule delle scuole e dei tribunali ci sono i crocefissi e che da sempre l'Italia ha ospitato il Santo Pontefice della religione cattolica. Quella scuola islamica è una provocazione razziale contro noi italiani.

Willy scrive: Giusto giusto giusto credo che questa cosa sia molto giusta e che questi studenti hanno il diritto di prendere la riservatezza specialmente in un paese come l’Italia dove questi mussulmani sono maltrattati solo perché hanno una religione diversa e credo che la loro religione sia molto più rispettabile di altre semplicemente per il fatto che almeno amano coprirsi e non girare in giro nudi - e se molti fanatici dicono che in una scuola non si possono dividere gli studenti a seconda della loro religione per il motivo che la scuola non e un luogo religioso -- io risponderei che se la scuola non e un luogo religioso allora non si potrebbe neanche metterci la croce -- non si può obbligare gli altri a credere in una cosa che la loro religione smentisce -- se vogliamo essere rispettati dobbiamo anche rispettare gli altri -- e dobbiamo capire che non e una guerra di religioni ma una questione di democrazia siamo noi i primi a voler imporre le nostre cose sugli altri - so che in molti paesi mussulmani esistono delle scuole dove gli studenti sono solo cristiani e dove appena si entra si trova un crocifisso alto più di due metri -- credo che qui in Italia non sarebbe permesso fare niente del genere ai mussulmani -- specialmente che ci permettiamo di specificare anche come devono essere vestiti questa e la mia opinione spero che venga letta anche questa visto che le altre di opinioni vengono lette e anche a voce molto alta grazie.

Fabio scrive: Assolutamente no sarebbe da folli qui siamo in italia e loro sono voluti venire qui per cui si adeguino altrimenti nessuno gli impedisce di ritornare da dove sono venuti , il che forse e' meglio . Meno di loro sono qui e meno problemi avremmo per poterli controllare perche' questi selvaggi alla lunga cambieranno l'Italia .Io prego i governi affinche' aprano di piu gli occhi.

Antonella scrive: Volevo esprimere il mio disappunto il merito alla decisione di costituire una classe solo per islamici.Penso che questa iniziativa sia solo un modo per isolarli e non per favorire loro l`integrazione nel nostro paese.Ma com`e` possibile che un preside abbia tale autorita`? Grazie.

Nicolò scrive: Riconoscere la religione islamica si ma solo se esiste un concordato come con la religione cattolica. No, quindi, alla classe mussulmana nelle scuole pubbliche  e se vi fosse un accordo dovrebbe essere prevista l'ora di religione islamica come per quella cattolica. Nulla di più. Per evitare i problemi di velo o non velo come avvenuto in Francia reintrodurre la divisa a scuola (o un tipo di abbigliamento uguale per tutti).

Pierpaolo scrive: Dico che è inconcepibile che questa gente abbia tutti questi diritti nel nostro paese quando noi non li abbiamo nel loro, dunque sarebbe opportuno che si adeguassero alle regole del nostro paese e spero che si plachi questo fenomeno del volontariato verso le razze insediate nel nostro paese quando noi andiamo la ci prendono a calci nel......

Laudio scrive: Se andiamo avanti in questo modo significa che noi ITALIANI IN CASA NOSTRA dovremmo camminare in punta di piedi (cosa che dovrebbero fare gli stranieri!) grazie oh mio amato governo grazie di averci protetto.

Giulio scrive: Se una persona straniera viene nel nostro paese per lavorare è bene ma non deve tirare troppo la corda e rispettare la nostra cultura e la nostra religione come noi ITALIANI rispettiamo la loro quando andiamo nel loro paese ma purtroppo i politici sia di destra che di sinistra fanno ciò che vogliono gli stranieri, ormai è un mondo di .....

Umberto scrive: Sono disgustato da questa vicenda. E' un'ulteriore prova della pericolosità della strada che stiamo seguendo, e che ci porterà verso il baratro fra qualche decennio. A volte mi chiedo se fra 20 o 30 anni, quando per colpa nostra questi saranno la maggioranza nel paese, costoro ci daranno tanta tolleranza da lasciarci i nostri crocifissi nelle scuole oltre all'uso della nostra lingua! Nessuno obbliga costoro a venire nel nostro paese; se non accettano i nostri usi e costumi ritenendoli contrari alla loro religione, se ne vadano da un'altra parte. Sicuramente il nostro paese per questo non perderà nulla! Riflettiamo gente....riflettiamo.

Carlo scrive: Buon giorno, leggendo sul web il vostro articolo sull'iniziativa della realizzazione di una scuola per i musulmani, ho pensato immediatamente di esprimere la mia opinione sul tema!Assolutamente contrario a questo tipo di iniziativa....tante potrebbero essere le motivazioni dato il periodo ma so per certo che in qualsiasi modo l'unica interpretazione del mio pensiero puo' solo far pensare ad una forma di razzismo. Non lo sono per natura, credo nella societa' multirazziale.... ma non posso accettare che un paese come il nostro, debba sempre adeguarsi alle religioni di altri popoli!!chi vuole vivere nel nostro paese deve per primo adeguarsi alla nostra cultura e civilmente accettarla; come del resto abbiamo sempre fatto tutti noi nei loro confronti!Ringraziandovi per l'opportunità dataci, colgo l'occasione per progervi i miei piu' cordiali saluti.

Salvo scrive: E´ una vergogna, anzi che integrarsi alla nostra terra, si allontanano tenendo stretto alle loro ideologie. E noi che lo permittiamo. Ma sarebbe anche possibile fare una cosa del genere nelle loro terre? Credo proprio di no. I musulmani ci odiano a morte.

Heller scrive: La verità secondo me è che la scuola, di qualsiasi ordine e grado dovrebbe essere assolutamente laica, nessuna religione, nessuna posizione politica, il crocefisso non dovrebbe esserci essendo un simbolo religioso che potrebbe infastidire chi cattolico non è. Perciò sono assolutamente contrario a creare aule per differenti religioni, non ha senso ed è irrispettoso nei confronti delle altre religioni, come non ha senso l'ora di religione se è solo relativa alla religione cattolica, o tutte le religioni o nessuna.

Elisabetta scrive: Non credo che l'iniziativa di creare una classe per soli studenti musulmani sia le risposta giusta al problema dell'integrazione. Al contrario, una classe di soli musulmani è il primo passo per legittimare l'assoluto distacco tra le comunità islamiche e lo Stato Italiano. Integrazione significa che gli studenti musulmani frequentino la scuola italiana assieme agli studenti italiani, studino le stesse materie e, come noi stacchiamo il crocefisso dal muro in nome della laicità, così loro tolgono il velo e altri simboli islamici dal loro abbigliamento. Se lo Stato è laico lo è per tutti, se i musulmani vogliono vivere in Italia devono rispettarne la Costituzione. La legge è uguale per tutti. Altrimenti cominciamo a creare classi separate per cristiani cattolici, cristiani protestanti, ebrei, induisti, confuciani e via discorrendo. E l'esito di questa impostazione sarebbe la fine dello Stato e della sua costituzionalità. L'Islam è una realtà di difficile integrazione ma non per questo i suoi appartenenti,che sono i primi a non impegnarsi per essere integrati, devono avere particolari privilegi rispetto agli altri cittadini.

Enrico scrive: Credo che ci sia oramai, in Italia, una totale incapacità di comprendere la differenza tra accoglienza e cedimento. In tutti i Paesi , prendiamo USA e Francia, nessuno si sognerebbe di abdicare alla proporia cultura e al proprio modo di essere a favore della cosidetta integrazione. La lingua - in Francia soprattutto - è un vincolo feroce (non dimentichiamo che esiste una legge che la tutela, anche in modo ridicolo; negli USA viene data una opportunità a tutti, purchè nell'ambito e nel contesto dell'american way of life. Crechiamo di non essere ridicoli: se questi mussulmani vogliono stare in Italia, benissimo, se vogliono le loro scuole benissimo - si fa per dire- ma io e molti altri non riteniamo minimamente accettabile l'iniziativa di avere una classe tutta mussulmana in seno a una scuola pubblica. E' falsa integrazione, è demagogie, è una volta ancora cedimento di fronte agli altri. Inutile dire che siamo italiani, che siamo uniti ecc.. ecc..; l'appartenenza si misura anche sulla forma e sulla sostanza della condivisione di princìpi e di valori; altrimenti decidiamo che siamo una non Nazione; non veniamo, però, a chiedere di fare cose in nome della Nazione, della Patria o del Paese. Non confondiamo dovere di accoglienza con altro, soprattutto quando è totalmente assente la reciprocità.

Gaiba scrive: Fino a quando non vi sarà il diritto di reciprocità (cioè di aprire scuole di tutte le religioni in quei paesi)sono decisamente contrario (anche se totalmente pagate dalla comunità musulmana), che peraltro nelle nostre scuole deve non contestare l'affissione nelle aule (come in ogni ufficio pubblico)del crocifisso che per noi Italiani rappresenta in primo il ns. richiamo alle radici Cristiane. Sò bene che gli Ebrei sulla presenza del crocifisso la pensano in maniera diversa, ma comunque rispettano il sentire degli Italiani. Si rispettino in Italia (in casa nostra) le ns. regole.

Marino scrive: In quasi tutti i paesi islamici, dove la religione é di stato, si verificano costantemente episodi di negazione di spazi per altre culture, per non parlare dell'intolleranza verso diritti che da noi sono consolidati da anni;a questo proposito é corretto affermare che nelle democrazie occidentali si é raggiunta una superiore sensibilita' morale.La tentazione di ripagare questi studenti con la stessa moneta é forte ma in nome della nostra precitata superiorita', ritengo che si debba appoggiare l'iniziativa del preside , a condizione che si conceda lo stesso spazio ai fedeli ebraici, ai testimoni di Geova e ai professanti di altri significativi culti religiosi,in caso di eventuale richiesta.

Marco scrive: Io mi chiedo come sia possibile permettere una cosa del genere. Ma non vi accorgete che stanno cercando di imporre la loro cultura alla nostra. Come non accetteranno mai di andare a pregare nelle nostre chiese, così non accetteranno mai di andare a studiare in una scuola dove insegnano l'Eurocentrismo, ossia lo sviluppo della civiltà lontano dal loro paese. Se dovessimo realmente concedere loro di avere sezioni culturali seperate dalle nostre allora arriveremmo realmente all'integrazione: noi ci integreremo a loro.


Laura scrive: E' strano come cambiano i tempi. Ho 20 e sono figlia di un egiziano (musulmano praticante), mentre mia madre è sud americana. Nata e cresciuta qui, a scuola mi sono sempre adeguata. L'unico particolare era che non frequentavo l'ora di religione, ma per il resto, mi ricordo che al mattino facevo il minuto di preghiera assieme ai miei compagni, anche se la mia religione era diversa. Penso che sia ammirevole quello che il Preside della scuola a proposto, ma fino a che punto è giusto? Ho vissuto per circa un' anno e mezzo in Egitto, e per quanto vengano costruite Chiese di fronte alle Moschee, nessun cattolico ortodosso ha mai avuto la pretesa che nelle scuole dei figli non s'insegnasse il corano. Se le famiglie che si spostano in Italia, sanno che non possono garantire un percorso di studi ai figli, perchè si trasferiscono? Per stare tutti uniti. E allora perchè non lasciare che i figli frequentino le scuole italiane, prendendosi loro il compito di insegnare ai figli la religione??