cronaca

Monte Rosa: morti 4 alpinisti

Gravemente feriti altri due francesi

08 Lug 2004 - 21:07

E' di quattro morti e due feriti gravi il bilancio dell'incidente di montagna in cui sono rimasti coinvolti sei alpinisti francesi sul massiccio del Monte Rosa, nei pressi della punta Castore, tra la val d'Ayas e la valle di Gressoney. Gli escursionisti sono stati ritrovati giovedì sera dal soccorso alpino che ha approfittato di una schiarita per salire in quota con l'elicottero della protezione civile. I feriti si trovano ora all'ospedale di Aosta.

I morti non sono ancora stati recuperati, mentre i feriti - una donna e un uomo - sono stati condotti all'ospedale di Aosta; le loro condizioni sono critiche. I sei - una guida alpina, tre donne e due uomini, questi ultimi entrambi ultrasessantenni - erano partiti mercoledì pomeriggio dal rifugio 'Guide di Ayas' al Lambronecca (3.420 metri, nel comune di Ayas) ed erano diretti al rifugio 'Quintino Sella', passando per la punta Castore (4.225 metri). Sono stati trovati giovedì da un elicottero del soccorso alpino valdostano, che e' salito in quota verso le 20 approfittando di una schiarita. Il velivolo ha quindi condotto i feriti a valle.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, sono caduti mercoledì sera, verso le 21.30, dalla parete sud della vetta per 300 metri e sono finiti sul ghiacciaio del Castore. Erano dati per dispersi da giovedì mattina: le ricerche sono scattate alle 5, quando i gestori dei due rifugi si sono contattati per telefono. Non avendo visto arrivare i sei francesi (li aspettava gia' ieri sera), Alfredo Favre, titolare del 'Quintino Sella' e guida alpina, ha allertato il soccorso alpino valdostano. Da Aosta si e' alzato in volo l'elicottero della protezione civile per una ricognizione, ma il maltempo ha impedito al velivolo di salire oltre il piano di Verra, a 3.150 metri di quota.

Cosi' Adriano Favre, responsabile del soccorso alpino valdostano, ha organizzato delle squadre a piedi: ci hanno provato prima due guide partite dal Quintino Sella e addentratesi nel ghiacciaio del Felik, ma sono dovute rientrare quasi subito. Anche una seconda squadra di soccorso non e' riuscita a perlustrare tutto il ghiacciaio a causa della fitta nebbia; per ritornare indietro hanno dovuto ricorrere al sistema 'Gps' (simile a quello per le auto) che hanno in dotazione, ovvero un computer palmare collegato con la centrale operativa di Aosta e su cui e' caricata la cartina della zona.

Nel pomeriggio sono salite altre tre squadre: una da Cervinia che ha dovuto fare i conti con il forte vento (80 chilometri orari) sul colle del Breithorn ed e' subito rientrata; le altre due da Ayas e Gressoney, composte da cinque guide, hanno controllato la zona fino a 4.000 metri ma con esito negativo. E solo il Gps gli ha consentito di ritornare al rifugio senza problemi. Nelle ricerche e' stato coinvolto anche il soccorso svizzero. Per tutta la giornata dalla centrale operativa di Aosta hanno continuato a chiamare il telefono cellulare della guida dispersa, ma ha sempre risposto la segreteria telefonica.

Il percorso scelto dai sei alpinisti e' una via classica che si snoda tra la val d'Ayas e la valle di Gressoney. Dal punto di vista tecnico non e' particolarmente difficile e ricalca l'itinerario del 'Trofeo Mezzalama' di sci-alpinismo. Dal rifugio 'Guide di Ayas' si sale fino al colle di Verra e poi si devia a destra fino alla base della parete ovest del Castore; si prosegue lungo il pendio aggirando i seracchi fino alla cresta e da li' fino alla vetta. Per il rientro a valle si scende quindi lungo il ghiacciaio del Felik fino ad arrivare al Quintino Sella. In totale sei ore di marcia. Per quest'escursione le guide consigliano di partire all'alba o al massimo al mattino dal rifugio al Lambronecca. Resta quindi difficile da comprendere la decisione dei sei francesi di lasciare il rifugio alle 16.30, per di piu' con condizioni meteo sfavorevoli e previsioni pessime.