cronaca

Tre speleologi salvati: stanno bene

Sardegna, si erano persi in una grotta

05 Lug 2004 - 08:31

Sono entrati in una grotta sull'altopiano di Monte Cardiga, nel comune Villaputzu, nella zona sud orientale della Sardegna, e avrebbero dovuto ritornare alla luce il giorno dopo, ma dei tre appassionati di speleologia non c'erano più tracce. I tre, Michele Loi, 25 anni, Filippo Orofino, 43, e Gioviano Cinus, di 22, tutti di Vilaputzu, erano entrati nella grotta di Inguttidroxiu e non riuscivano più ad uscire: salvati dopo ore, stanno bene.

E' stato il padre di uno dei tre, Armando Loi, non veendoli rientrare all'ora prevista a dare l'allarme ai carabinieri i quali hanno fatto scattare le operazioni di soccorso coinvolgendo in particolare gli speleologi del Soccorso alpino di Cagliari. La grotta è la più lunga esistente in Sardegna: otto chilometri di cunicoli con tre uscite e ricade nel perimetro del poligono interforze del Salto di Quirra. Nelle operazioni di soccorso, coordinate dai carabinieri della compagnia di San Vito comandata dal tenente Giampiero Lampis, sono impegnati anche i militari della base di Perdasdefogus.

I tre sono stati trovati domenica notte: individuati verso le 2 e tratti in salvo intorno alle 4.30 dagli uomini del gruppo speleologico di Perdasdefogu, del soccorso alpino e dei vigili del fuoco. Erano infreddoliti e spaventati ma - hanno raccontato i soccorritori - in buone condizioni fisiche. Le squadre di soccorso hanno lavorato diverse ore prima di individuarli in fondo ad un cunicolo. I tre avevano perso le torce elettriche e parte dell'attrezzatura e non riuscivano più a individuare la strada per uscire dalla grotta.