cronaca

"Non volevo uccidere mia nipote"

Reggio E., parla il nonno di Elisa

10 Mag 2004 - 20:50

Francesco Bertozzi non voleva uccidere la nipote Elisa, ma quando è andato a prenderla a scuola la ragazza ha avuto una delle sue crisi e allora le ha stretto il collo per farle perdere conoscenza. La pressione è stata però fatale e la ragazza è morta. Questa la versione dei fatti fornita dal nonno di Elisa durante l'interrogatorio davanti agli inquirenti che indagano sulla morte della ragazza di Reggio Emilia. Lo ha detto il legale dell'uomo.

"Ha raccontato i fatti come sono capitati - ha spiegato il legale -: di essere andato a prendere la nipote perché stava male. Quando però lei è salita in auto, ha avuto una delle sue solite crisi. Allora lui le ha preso il collo, ma non voleva farle male, voleva solo farle perdere conoscenza, farla svenire per calmarla. Non la voleva uccidere".

Dopo l'omicidio Bertozzi era, per il suo avvocato, "molto confuso. Ha vagato, è andato anche al mare, nella zona dei lidi ferraresi, ma ha detto di non essere stato aiutato da nessuno e di aver dormito in alberghi. Poi ha deciso di costituirsi, perché non ha avuto il coraggio di farla finita e perché voleva spiegare che non aveva voluto uccidere Elisa. Non voleva lasciare ombre".

Bertozzi, terminato l'interrogatorio, è stato portato nel carcere di Reggio Emilia dove dovrà rimanere almeno fino alla convalida da parte del gip del fermo di polizia giudiziaria. L'udienza di convalida, per Burani, dovrebbe essere in programma per dopodomani. "Dovrà rimanere lì fino all'udienza - ha detto ricordando che, data l'età, l'uomo è incompatibile con il regime carcerario -. Avrei anche potuto chiedere che fosse trattenuto in ospedale, ma le sue condizioni di salute sono relativamente buone". Bertozzi per il suo legale "era molto scosso - ha spiegato - era sofferente dal punto di vista psicologico prima, adesso ancora di più, dopo quello che è successo e considerando che è anziano e che da quasi tre giorni non dorme".