cronaca

Troppo rumorosi: sesso "a ore"

Bizzarra decisione di giudice Treviso

07 Mag 2004 - 05:46

Urla, gemiti, cigolii del letto: per quattro lunghi anni una coppia di giovani trevigiani ha tolto il sonno ai vicini facendo sesso, e facendolo in modo particolarmente focoso, per tutta la notte. Alla fine i coinquilini, distrutti, hanno chiesto l'intervento del Tribunale. E il giudice ha imposto ai due amanti il "sesso a ore": nessun problema durante il giorno, ma stop totale durante le ore notturne, dalle 23 alle 7.

In realtà la prima decisione del giudice era stata quella di imporre alla coppia il "sesso con il silenziatore": i due avrebbero potuto far l'amore a ogni ora, bastava che lo facessero senza strepiti. Ma dopo una settimana di prova è stato proprio l'uomo a tornare dal giudice, lamentandosi per la sentenza: "Io così proprio non ci riesco - ha spiegato - mi sembra di fare l'amore con un cuscino...".

E così il giudice ha dovuto prendere una decisione salomonica: per garantire la tranquillità e il riposo ai vicini, solo "sesso a ore".

Il sesso rumoroso dei due giovani, che abitano in una villetta bifamiliare, inizialmente non dispiaceva ai vicini: quei gemiti erano uno "stimolante" anche per loro, un modo piacevole di riaccendere la passione. Ma quando a casa dei coinquilini è arrivato un bebé sono cominciati i guai. Perché tutti quei cigolii e quei sospiri durante la notte continuavano a svegliare il piccolo, il quale si metteva anche lui a strillare (e non di piacere) togliendo il sonno ai genitori.

E con il passare dei mesi la situazione non ha fatto che peggiorare, tanto che per il pediatra il bimbo subiva addirittura "piccoli traumi" svegliandosi continuamente di soprassalto. Così, per poter tornare a riposare, papà e mamma hanno deciso di rivolgersi al Tribunale, chiedendo che venisse messo il silenziatore ai focosi vicini.

E il giudice di pace di Treviso, Ermanno Tristano, dopo il fallimento della "prova silenzio", ha deciso per l'istituzione di una "fascia protetta": sesso urlato sì, ma solo dalle 7 alle 23; gemiti proibiti, invece, durante le ore notturne.