Uccide la moglie e si spara
Brescia, l'ha pugnalata mentre dormiva
Prima ha ucciso la moglie con un coltello mentre era a letto. Poi, forse qualche ora dopo il delitto, si è sparato con un fucile. E' avvenuto nel Bresciano. I corpi senza vita di Stefano Capelli, 79 anni, e della moglie, Antonia Bontempi, 81 anni, sono stati trovati dai carabinieri in un appartamento di Liano, in Val Vestino, dopo la segnalazione di alcuni vicini. In un biglietto l'uomo ha scritto "Non ce la faccio più".
Sul posto sono in corso accertamenti per stabilire la precisa dinamica dei fatti. Secondo gli inquirenti che hanno compiuto i primi rilievi, però, l'omicidio potrebbe essere avvenuto venerdì mattina o forse anche prima. Questo perché quando il corpo della donna è stato trovato, il sangue era già coagulato. L'uomo nel pomeriggio si è quindi sparato con un fucile alla testa dopo essersi affacciato alla finestra dell' abitazione della piccola frazione che ha meno di 100 abitanti.
Lo sparo mortale è stato udito dopo le 16. Inizialmente molti hanno pensato a un bracconiere. Ma nel frattempo, dall' unica cabina telefonica della zona, qualcunoa aveva chiamato il 118 segnalando il colpo di fucile esploso al secondo piano dell'abitazione, nell'unica via della frazione. Poco dopo i vigili del fuoco e i carabinieri sono entrati nell' appartamento. Disteso sul letto c'era il corpo della moglie, uccisa con piu' coltellate. L'uxoricidio potrebbe risalire addirittura alla notte. Poco distante, l'altro cadavere.
Il gesto disperato potrebbe essere maturato per motivi di salute. Capelli era in cura in dialisi da alcuni anni e pare che recentemente avesse manifestato proprio una certa insofferenza per le cure. Ai vicini di casa aveva infatti più volte confidato di non riuscire "ad andare avanti". Negli ultimi tempi era visibilmente dimagrito. La sua ultima telefonata risalirebbe alle 7,15 di stamattina. Una chiamata a chi avrebbe dovuto accompagnarlo a fare una visita medica a Desenzano. Chiedeva di disdire l'appuntamento. Prima di uccidersi, su un biglietto ha scritto: "Non ce la faccio più".
