"Difendo il mio libero ombelico"
Bari:studentessa contro preside Rimini
"Io, studentessa, difendo il mio libero ombelico". Con una lettera aperta ospitata su un quotidiano, una liceale di Bari si rivolge al preside di Rimini, che ha vietato alle sue allieve di presentarsi a scuola a pancia scoperta. "Cosa scandalizza tanto in un ombelico? Il ricordo della sensualità delle danze orientali? - chiede Claudia Ambruosi - Bisognerebbe coprire anche labbra, mani, caviglie... Di questo passo, andremo a scuola col burqa".
"Ciò non significa che la scuola debba diventare il regno del più sfrenato permissivismo, una fiera di cosce e sederi al vento - spiega la ragazza - quello che occorre è un po' di buonsenso, che permetta un compromesso tra studenti e professori. Ogni luogo necessita di un abbigliamento appropriato: è una regola sempre valida".
La Ambruosi, sventolando il suo slogan "libero ombelico in libera scuola", sostiene che "pochi sono i docenti pronti a capire che la virtù non si misura in base ai centimetri di pelle scoperti". Infine, conclude il suo messaggio affermando che "questa caccia alle streghe, crociata silenziosa contro baci e pance al vento, sarebbe approvata dai puritani del '600".
