cronaca

"Conobbi killer di Milano in chat"

Giornalista racconta incontro Calderini

06 Mag 2004 - 22:21

Nelle chat si faceva chiamare Almostblue, come il titolo di un libro sui serial killer di Carlo Lucarelli. Si spacciava per esperto di pc e diceva di amare il jazz e le auto veloci. Questo il ritratto di Andrea Calderini, il giovane che ha ucciso la moglie e la vicina di casa e poi ha sparato all'impazzata dal balcone a Milano, nel ricordo di Elena Porcelli, giornalista di Panorama che, dopo averlo conosciuto in Rete, accettò un appuntamento al buio.

L'incontro "pericoloso" risale a tre anni fa. "Mi ero iscritta in una specie di gioco delle coppie - scrive la giornalista - Inserivi nel sito età, caratteristiche fisiche, titolo di studio, un breve annuncio e saltavano fuori gli pseudonimi delle persone che il computer riteneva compatibili con te". In questo caso la persona era proprio Calderini.

"Nel giro di una settimana - scrive la giornalista - ci siamo scambiati le fotografie e una decina di messaggi". E aggiunge: "Ci teneva a farmi capire che aveva molti soldi. Mi ha raccontato di un incidente in moto che lo aveva lasciato due mesi in coma, lo costringeva a prendere analgesici". Poi l'appuntamento in Duomo, di pomeriggio. "L'ho aspettato per mezz'ora, poi ho telefonato. Con una voce sgradevole, nervosa, mi ha detto di raggiungerlo in via Silvio Pellico".

Almostblue-Calderini l'aspettava in una Smart nera. Le chiese di salire, rifiutò. E lui si congratulò. "Sembrava preoccupatissimo per i rischi che potevo correre". "A prima vista - scrive la giornalista - Andrea non mi ha fatto una buona impressione, un po' per il suo sguardo, un po' per la voce, ma ho pensato: Ormai sono qui, tanto vale fare due chiacchiere".

L'arrivo in un bar. E una lunga conversazione. Calderini spiegò di aver preso il suo nickname da una canzone di Chet Baker e disse di non conoscere il libro. "Su Internet si era spacciato per appassionato di gialli", nota la giornalista. Poi una gaffe. "Alla fine del nostro incontro si è scusato per il ritardo: Sai arrivo da casa in zona fiera e c'era traffico. Questa volta non ho fatto finta di nulla e gli ho chiesto: Scusa, se stai in Fiera perché mi hai scritto che vivi in un appartamento supertecnologico in centro? Per un attimo i suoi occhi si sono accesi d'ira...".