cronaca

"Legittimo sparare ai rapinatori"

Cassazione assolve maresciallo CC

06 Mag 2004 - 18:31

Per bloccare un rapinatore in fuga è lecito sparare e uccidere: per la Cassazione, che ha annullato la condanna per omicidio colposo a un maresciallo dei carabinieri di Riccione, la pistola d'ordinanza in dotazione ai militari è fatta per essere usata. Del resto, ricordano i giudici, anche la Convenzione europea dei diritti dell'uomo autorizza l'uso legittimo delle armi.

Nel 1998 il maresciallo Marco Fusi, 38 anni, sparò contro tre rapinatori che, dopo aver messo a segno una rapina da venti milioni di lire alla Rolo Banca, stavano tentando di fuggire: i colpi esplosi dal carabiniere raggiunsero uno dei malviventi, uccidendolo sul colpo, ma ferirono anche un albergatore che stava passando casualmente in auto durante la sparatoria.

Condannato a quattro mesi mesi di reclusione per omicidio colposo (a causa dell'"eccesso colposo nell'uso legittimo putativo delle armi") e al risarcimento dei danni all'albergatore ferito, il militare ha presentato ricorso in Cassazione, e la Suprema Corte gli ha dato ragione. Secondo i giudici, infatti, usare la pistola d'ordinanza per bloccare un rapinatore in fuga è assolutamente lecito, e del resto l'uso legittimo delle armi è previsto anche dall'articolo 2 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo.