cronaca

Una traccia può tradire Unabomber

Un dossier del Ris con tutte le prove

06 Mag 2004 - 18:21

Lo cercano da nove anni, ma Unabomber, regolarmente, beffa gli investigatori: colpisce e scompare senza lasciare tracce. O meglio, lasciandone talmente poche che la scientifica non ha mai saputo che farsene. Ora però, una traccia dopo l'altra, gli investigatori ne hanno messe insieme molte: mezza impronta digitale, il Dna ricavato da una goccia di saliva, alcuni capelli, la miscela esplosiva utilizzata. E potrebbero finalmente incastrarlo.

Le prove contro il bombarolo del Nord-Est, quei piccoli errori commessi da Unabomber in nove anni di carriera, sono ora racchiuse in un dossier confezionato dai carabinieri del Ris di Parma, al comando del tenente colonello Luciano Garofano, e potrebbero essere determinanti per chiudere finalmente un'indagine che, in nove anni, ha coinvolto più di una procura (oggi come oggi sono 3 quelle che indagano) ma senza mai un risultato concreto.

LE PROVE
Dalle diverse trappole esplosive disseminate nel corso degli anni i carabinieri del Ris hanno recuperato alcuni elementi importanti: frammenti di impronte digitali lasciati su due microcomponenti (solitamente usa i guanti, ma per maneggiare queste piccole parti deve operare a mani nude), il Dna (maschile) ricavato una goccia di saliva ritrovata su un pezzo di scotch (che probabilmente ha strappato con i denti), due capelli trovati nella confezione di uova esplosive lasciate in un supermercato. Ma l'elemento forse più importante di tutti è l'analisi della miscela esplosiva utilizzata dal bombarolo.

L'ESPLOSIVO
Secondo il dossier del Ris non si tratta di esplosivo "convenzionale" come polvere da sparo: la sua miscela Unabomber se la prepara in casa mischiando fertilizzanti come clorato di sodio, zolfo, nitrato di sodio e nitrato di ammonio. Una composizione chimica che si ripete sempre (anche se con minime differenze, segno che viene preparata artigianalmente) in tutti gli ordigni, compreso l'evidenziatore esploso il 25 aprile tra le mani di una bimba.

L'importanza della miscela usata sta nella sua "rintracciabilità": gli investigatori potrebbero passare al setaccio tutte le aziende che producono o utilizzano questi tipi di fertilizzanti. Perché magari Unabomber lavora proprio in una di queste aziende: secondo il Ris "sono sostanze che si umidificano facilmente, e dunque è escluso che le acquisti in grande quantità". E quindi potrebbe darsi che ne abbia a disposizione di "fresche" proprio perché le maneggia per lavoro.

I VIDEO
Un grosso errore, invece, potrebbe averlo commesso proprio il 25 aprile: secondo Francesca, la bimba rimasta gravemente ferita, l'evidenziatore non era lì dove lei l'ha raccolto a terra quando la bambina è arrivata sul posto con i familiari. Dunque Unabomber l'ha posizionato proprio quella mattina, magari mischiandosi poi tra la gente per guardare lo "spettacolo". Ma qualcuno potrebbe averlo ripreso: sulla riva del Piave, quella mattina, erano tanti i videoamatori che facevano le solite riprese "formato famiglia", e qualcuno potrebbe aver inquadrato anche l'attentatore. Ora gli investigatori stanno cercando di rintracciare tutti coloro che compaiono nei video.

QUATTRO ANNI DI "BUIO"
L'ultimo particolare importante è il fatto che, dal 1996 al 2000, il bombarolo del Nord-Est non si sia mai fatto vivo: perché? Secondo gli investigatori potrebbe essere andato temporaneamente a vivere all'estero, oppure potrebbe essere rimasto ferito preparando una delle sue trappole esplosive. O forse, addirittura, è stato in carcere. E così la task-force antimostro sta spulciando tra gli elenchi di tutti coloro che in quel periodo sono stati in carcere, in ospedale, all'estero. Una ricerca lunga e laboriosa, che però alla fine potrebbe dare i suoi frutti.