cronaca

Roma, rubati stipendi dei pentiti

Sentiti dipendenti Servizio protezione

06 Mag 2004 - 17:01

Sono riusciti a superare un check point di controllo e, giunti al quarto piano dell'edificio, hanno scassinato la cassaforte nella quale viene depositato il denaro destinato ai pentiti. Il colpo è avvenuto al Servizio centrale di protezione, l'ufficio che gestisce tutto l'universo dei collaboratori di giustizia, in via Paolo Di Dono, all'Eur. Il bottino: 100mila euro. Aperta un'inchiesta: gli investigatori hanno sentito 15 dipendenti.

Da quanto si è appreso il furto sarebbe avvenuto sabato, ma sarebbe stato scoperto soltanto lunedì, al ritorno dal lungo ponte del 25 aprile.

Preoccupati i responsabili della struttura: si teme che i malviventi siano riusciti a impossessarsi o quantomeno a consultare la lista di nomi, indirizzi, dati protetti riguardanti i collaboratori sottoposti al regime di protezione. Il denaro sottratto, invece, era quello destinato alle emergenze, quello che serviva per pagare le spese vive della gestione dei pentiti.

Immediato l'allarme, non appena scoperto il furto. Sul caso è stata già aperta un'inchiesta. E, mentre gli investigatori cercano i responsabili del grave colpo, spuntano analogie con altri furti avvenuti nella Capitale. In particolare, c'è chi fa notare che il colpo al bunker Antimafia è molto simile a quello avvenuto al caveau della Banca di Roma, che ha sede nel Palazzo di giustizia a piazzale Clodio. In quel caso i malviventi avevano corrotto alcuni addetti alla sicurezza degli uffici.

Sul furto al bunker Antimafia è stata immediatamente aperta un'inchiesta. Gli investigatori della squadra Mobile di Roma stanno vagliando la posizione di quindici addetti agli uffici del Nucleo Operativo Protezione (Nop). Ogni dipendente - il servizio è interforze e viene svolto da polizia, carabinieri e guardia di finanza - è stato interrogato per controllare orari di entrata e di uscita, presenze, spostamenti.

Si sta, inoltre, valutando se nei giorni in cui è avvenuto il furto siano entrate negli uffici persone estranee alla amministrazione ma che comunque hanno facoltà di accesso, anche alla luce del fatto che i soldi sono stati portati via senza forzare porte, cassetti e cassaforte.

Da quanto si è appreso, le casse della sede del Nop erano state rimpinguate proprio in considerazione del lungo "ponte" festivo tra la Pasqua e il primo maggio con somme prelevate in banca per fare fronte ad eventuali viaggi, spostamenti e convocazioni di pentiti da parte della magistratura o per esigenze investigative.