Anziani uccisi, indagata confessa
Bologna: "Lui era nudo, l'ho colpito"
Ha confessato la 33enne di Santo Domingo, Mercedes Rosario Diaz Rodriguez, fermata nell'ambito delle indagini per gli omicidi di Giuseppe Casarini e Cesarina Lelli Tedeschi, i due anziani trovati morti nelle loro abitazioni a Bologna. La donna ha ammesso la sua presenza nella casa di Casarini, spiegando che al suo arrivo l'uomo era nudo e ha tentato un approccio. "L'ho colpito con il primo oggetto che mi è capitato in mano", ha detto.
La donna è stata interrogata nel carcere della Dozza, dal pm Flavio Lazzarini, che preparerà ora gli atti per chiedere al gip la convalida del fermo. Starà ora agli investigatori fare chiarezza e verificare le giustificazioni addotte dalla giovane dominicana. In pratica, si è passati dall'ammissione di una superficiale conoscenza di Casarini, versione fornita dalla Mercedes in un primo momento, al racconto di una sua presenza sul luogo del primo omicidio.
La dominicana, secondo quanto hanno stabilito le indagini, aveva una relazione con Giuseppe Casarini, 75 anni, l'ex agente di commercio trovato in camera da letto nella sua casa di via degli Orti completamente nudo e con la nuca sfondata dal colpo di un oggetto, forse un soprammobile. La giovane ha invece sostenuto di non aver mai frequentato l'uomo. Già venerdì Mercedes Rosario Diaz Rodriguez aveva ammesso agli investigatori di essere stata nella casa della suocera Cesarina Lelli Tedeschi, 84 anni, il pomeriggio dell'omicidio, scoperto poche ore dopo quello di Casarini, "anche se - ha riferito ieri la vice dirigente della Squadra Mobile, Donatella Dosi - ha parlato vagamente solo di un malore dell'anziana".
Durante l'interrogatorio la giovane (sposata con Roberto Lelli, uno dei figli della vittima) aveva detto di non aver colpito l'anziana: la donna sarebbe invece caduta - aveva cercato di spiegare - e lei avrebbe tentato di soccorrerla. Una ricostruzione che non ha convinto gli inquirenti, anche perché non viene ritenuta compatibile con il primo esame medico-legale sul cadavere. Il volto della vittima era stato infatti sfigurato a mani nude e, forse, con un utensile afferrato dall'assassino all'ultimo momento.
