Torino, scoperto altro eros center
Titolare "provava" ragazze per assumere
Dopo lo scandalo Viva Lain, Torino è ancora una volta sotto le luci della ribalta. Luci rosse, però, perché i poliziotti del commissariato San Paolo ha scoperto un nuovo giro di prostituzione all'interno di un centro massaggi. All'interno del "Salotto del benessere" lavoravano solo ragazze italiane, dalla studentessa alla casalinga. Che, prima di essere assunte, venivano "provate" direttamente dal titolare, un calabrese 49enne finito in manette.
L'età delle ragazze, che ufficialmente lavoravano come massaggiatrici, era tra i 20 e i 30 anni ed erano tutte italiane. Nel "Salotto" c'era un "nucleo fisso" di quattro-cinque massaggiatrici che, però, secondo la polizia variava frequentemente. Le ragazze, infatti, erano divise in turni al mattino e al pomeriggio.
Le indagini condotte dagli agenti del commissariato San Paolo hanno portato all'arresto per sfruttamento della prostituzione di un uomo di 54 anni, Giorgio Moniaci, un ex edicolante e rappresentante di commercio che per affrontare un momento di crisi economica avrebbe deciso di aprire questa attività con prestazioni particolari. L'uomo reclutava il personale attraverso annunci sui giornali.
Fra i clienti c'erano anche chirurghi, insegnanti, liberi professionisti che, dopo aver pagato 50 euro al titolare per un breve massaggio, trattavano il prezzo direttamente con le donne pagando anche 200 euro per un rapporto sessuale completo. Una piccola percentuale di quest'ultimo compenso andava ancora al titolare. Al dirigente del commissariato, Maria Grazia Corrado alcune delle giovani hanno dichiarato di aver guadagnato anche fino a 7.000 euro al mese.
Nel centro per massaggi tra le ragazze che si prostituivano c'era anche una impiegata cassintegrata di 32 anni, sposata e senza figli. Della seconda vita della donna il marito non ne sapeva nulla. Dietro "Il salotto del benessere", al primo piano di uno stabile di corso Peschiera a Torino, si nascondeva in realtà un fiorente giro di ragazze squillo per facoltosi professionisti. Alcune delle ragazze si prostituivano per difficoltà economiche ma la maggior parte lo faceva per avere il denaro per acquistare vestiti firmati e altri oggetti di valore. All'interno della casa di appuntamenti sono stati trovati numerosi preservativi, tanga monouso ed anche alcune pastiglie di viagra per clienti "in difficoltà".
