cronaca

Bilancia: "Non ho raccontato tutto"

Serial killer scrive a parenti vittime

05 Mag 2004 - 23:34

La lettera è arrivata tre mesi fa a Umberto Parenti, fratello di Maurizio, una delle prime vittime di Donato Bilancia: "Agli investigatori ho raccontato solo metà di quello che è successo, e a loro è bastato. Se vuoi sapere il resto, vieni a trovarmi in carcere". Il caso del serial killer genovese, condannato a 13 ergastoli per 17 omicidi, si riapre così nella più clamorosa delle maniere: che cosa Bilancia ha tenuto nascosto ai magistrati?

Parenti, al quale la lettera di Bilancia è stata recapitata alla vigilia di Natale, non è stato l'unico a ricevere uno scritto del serial killer: il quotidiano Repubblica rivela che, nei giorni successivi, Bilancia si è messo in contatto anche con gli avvocati che, durante il processo, hanno cercato di far luce sulle zone d'ombra presenti nella ricostruzione dei delitti.

Perché anche quando lui giurava di aver fatto tutto da solo, molti sostenevano che, almeno per alcuni degli omicidi, dovesse aver avuto un complice. E ora Bilancia a quei legali scrive: "Avevate ragione. La storia è diversa, e sono sicuro che la troverete molto interessante. Non voglio giornalisti, altrimenti salta tutto". In gran segreto, gli avvocati hanno risposto a Bilancia, chiedendo elementi concreti, ma non c'è stato nulla da fare: il serial killer vuole parlare solo a quattr'occhi.

Dopo due mesi di corrispondenza, i legali si sono allora rivolti al procuratore aggiunto Francesco Lalla, raccontandogli degli strani discorsi di Bilancia. Tra pochi giorni, dunque, il pm Enrico Zucca, il magistrato che raccolse la confessione del serial killer, potrebbe andare a trovare Bilancia in cella. E dal colloquio potrebbero emergere particolari clamorosi, così come potrebbe invece trattarsi di una "strategia" del serial killer per rifare il processo, magari ottenendo l'infermità mentale. Perché nelle sue lettere l'uomo parla a lungo di uno psichiatra che lo considera pazzo.