cronaca

Auto bruciate, s'indaga a Venezia

Attentati contro Usa rivendicati da Nta

05 Mag 2004 - 23:04

Sarà la Procura di Venezia a indagare sui due attentati che a Vicenza hanno danneggiato automezzi di militari americani. Attentati rivendicati, prima con una telefonata al "Giornale di Vicenza" e poi con un volantino fatto ritrovare in una cabina telefonica a Mestre, dai Nuclei territoriali antimperialisti (Nta). Dell'inchiesta veneta è titolare il pm Luca Marini. Per precauzione, le targhe Afi dei militari Usa saranno sostituite.

L'atmosfera nella città veneta è incandescente, al punto che il prefetto di Vicenza, Angelo Tranfaglia, ha costituito un'unità di crisi: "E' un episodio grave - ha detto - peraltro non completamente inaspettato. Non è da enfatizzare, ma nemmeno da trascurare". E come prima mossa l'unità di crisi ha deciso di sostituire tutte le targhe dei militari americani con targhe italiane per mimetizzarle.

La tensione era stata alimentata anche dal movimento pacifista e dai deputati del centrosinistra che avevano dichiarato inammissibile che queste truppe scelte siano partite dal territorio italiano per andare a combattere. E, per rassicurare questi gruppi, la presidenza del Consiglio ha diramato un comunicato in cui specifica che "Le autorità statunitensi hanno fornito esplicita conferma che la missione dei parà Usa", di stanza a Vicenza, "esclude l'attacco diretto a obiettivi iracheni".

Intanto, nella serata di mercoledì 27 marzo, i Nuclei territoriali antimperialisti hanno rivendicato, con una telefonata al "Giornale di Vicenza" l'incendio delle due auto in città. Una voce contraffatta che ha parlato con un giornalista ha attribuito agli Nta l'incendio delle due vetture a Vicenza, ma non quello dell'auto a Maniago in Friuli Venezia Giulia.

La voce ha anche annunciato un volantino di rivendicazione in una cabina telefonica in un supermercato a Mestre (Venezia). Dopo poche ore, il volantino è stato trovato in via Miranese, a Mestre. Il testo, all'esame del nucleo operativo dei carabinieri di Mestre, si compone di due pagine. Nell'intestazione è presente la sigla degli Nta con la stella a cinque punte; sotto, la scritta "Comunicato 2, campagna armare la rivoluzione antimperialista nelle metropoli". La data è quella del 26 marzo e la firma "Nuclei territoriali antimperialisti per la costruzione del Partito comunista combattente". Il testo, che contiene riferimenti agli omicidi D'Antona e Biagi, annuncia, tra l'altro, che "gli Nta hanno colpito il cuore militare del Nord-est appartenente agli americani".