cronaca

Suocere ficcanaso?Divorzio concesso

Lo stabilisce sentenza Cassazione

05 Mag 2004 - 20:26

Attenti coniugi: i suoceri troppo invadenti possono costituire motivo di separazione. Lo ha stabilito la Cassazione, respingendo il ricorso di Luzio G., calzolaio di Vasto, che si era opposto alla pronuncia di separazione stabilita dai giudici d'appello sulla base della "eccessiva e inopportuna intromissione dei genitori di lui nel menage coniugale". Alla "vittima", Tiziana B., 23 anni, spetteranno casa, assegno di mantenimento e affido della figlia.

Forse, il matrimonio, celebrato nel '96, non sarebbe naufragato se tra moglie e marito non ci si fosse messa lei: la suocera. "Pensi solo alla linea, a truccarti per attirare l'attenzione degli altri. Non sei in grado di educare tua figlia": un ritornello che, secondo Tiziana B., era all'ordine del giorno. Un marito succube della madre, sempre pronto a darle ragione e a pendere dalle sue labbra. Per non parlare delle continue critiche sulla gestione familiare.

Da qui, la decisione di Tiziana di rivolgersi agli avvocati. E il Tribunale di Vasto, con sentenza del maggio '99, aveva decretato la separazione personale dei coniugi, affidando a Tiziana la figlia minore Laura, inizialmente sottrattale, nemmeno a dirlo, proprio dalla suocera. Il giudice assegnava inoltre la casa coniugale alla consorte, imponendo al marito l'obbligo di mantenerla con circa 600 euro al mese. Decisione, quest'ultima, dovuta anche al fatto che Luzio, dopo il matrimonio, aveva convinto la moglie a smettere di lavorare.

La sentenza veniva confermata in appello dalla Corte dell'Aquila, nel maggio del 2000. Determinante a fare decidere i giudici in questa direzione soprattutto la "eccessiva e inopportuna intromissione dei genitori di Luzio G. nel menage familiare". A questo punto, Luzio, leso nell'orgoglio, ha decisio di fare ricorso, ma con risultati tutt'altro che favorevoli. La Cassazione, infatti, ha riconosciuto alla 23enne vessata complete e piene ragioni, confermando le sentenze precedenti.

La giovane oggi vive nella casa coniugale insieme alla figlia e sta cercando di rifarsi una vita. "L'ho difesa gratuitamente questa ragazza. E' stata veramente vittima della suocera - afferma il suo difensore, Andrea Bracone -. Mi auguro che questo caso, finito fortunatamente bene, possa essere d'esempio per tante coppie: queste mentalità vanno stroncate sul nascere. E' giusto che i coniugi siano liberi di gestire la loro vita senza l'intromissione delle rispettive famiglie".