"Hostess può ingiuriare passeggeri"
Cassazione: censura sì licenziamento no
Una hostess aveva ripreso con "epiteti ingiuriosi" alcuni passeggeri che non si comportavano in modo adeguato, ciononostante non può essere licenziata. La Cassazione ha respinto il ricorso dell'Alitalia che riteneva il fatto "gravemente lesivo" del prestigio e dell'immagine della società. Secondo la Suprema Corte anche se il comportamento dell'assistente di volo può essere considerato "censurabile" non merita il licenziamento.
Nel dicembre del '94 Luisa V. era stata licenziata dalla compagnia di bandiera perché sul volo Roma-Milano AZ 2115 si era rivolta con espressioni "pesanti" a tre passeggeri che non avevano seguito l'invito a non attraversare il vano cucina e a seguire il percorso loro indicato durante lo sbarco. Il licenziamento era stato, poi, confermato dal Pretore di Roma nel dicembre del '96 e dichiarato illegittimo, invece, in appello dal Tribunale di Roma. Le espressioni contestate non avevano i "connotati di un'offesa gratuita rivolta alla clientela Alitalia quanto piuttosto quelli di uno sfogo maturato nell'ambito di uno sbarco, che la hostess non riusciva a gestire in maniera regolare anche per la stanchezza conseguente all'effettuazione di ben tre voli nella stessa giornata".
La Cassazione (sentenza 3527) ha respinto il ricorso dell'Alitalia che si è battuta invano sostenendo che il comportamento dell'assistente di volo era "gravemente lesivo" del prestigio e dell'immagine della società. La Suprema Corte si è allineata alla decisione del Tribunale e ha evidenziato come "la condotta, pur censurabile, non dovesse essere punita con la massima sanzione disciplinare del licenziamento".
