cronaca

Crollo ascensore, 700mila a rischio

"Nessuna verifica su impianti vecchi"

05 Mag 2004 - 19:51

Settecentomila ascensori dei 750mila installati in Italia sono potenzialmente a rischio. A denunciare una "situazione molto grave" sul fronte della sicurezza è il vicepresidente nazionale dell'associazione costruttori ascensori dell'Anie, dopo il crollo che a Napoli ha provocato la morte di una persona. "La normativa è inadeguata, tanto che è possibile che non venga effettuata alcuna verifica degli impianti che hanno più di 5 anni d'età".

“Su 750mila impianti, solo per 40mila di loro sono previsti controlli vincolanti mentre per la gran parte degli ascensori, tutti con almeno cinque anni di età, non esistono precise disposizioni ma solo generiche raccomandazioni agli amministratori di condominio”. A lanciare l’allarme sul fronte sicurezza è Antonio Paravia, imprenditore del settore e vicepresidente nazionale dell'associazione costruttori ascensori.

La nuova normativa in materia, denuncia infatti Paravia, "riguarda solo i nuovi impianti, quelli installati negli ultimi quattro anni in nuovi fabbricati o in sostituzione dei vecchi. Per gli altri esistono le raccomandazioni, cioè semplici inviti ai proprietari degli immobili che possono rifiutarsi di effettuare interventi particolarmente onerosi". In assenza di un quadro normativo vincolante, "i controlli sono affidati al libero arbitrio di un condominio che talvolta, per ragioni di economia, preferisce trascurare l'ascensore, non spendere per la sicurezza magari perché deve far fronte ad altri costi come quelli per il gasolio".

La denuncia assume una valenza ancora maggiore se si pensa che all’Italia tocca il primato degli ascensori: nel nostro Paese abbiamo più impianti degli Stati Uniti e della Germania dove ce ne sono 600mila e dell'Inghilterra dove ne sono stati costruiti molto meno. In particolare, per il vicepresidente nazionale dei costruttori di ascensori, "non esiste una normativa precisa in materia di durata degli impianti. C'è la rottamazione per tutto ma non c'è per gli ascensori mentre negli altri Paesi è prevista. “E' necessario che un parco impianti così vetusto venga adeguato in modo preciso” dice.

Altro punto dolente i controlli dopo l'abolizione degli enti precedentemente preposti. "I controlli - spiega Paravia - sono affidati agli organismi notificati. Ogni due anni, in collaborazione con la ditta di assistenza, visitano gli elevatori e ne riscontrano il grado di efficienza. Attualmente sono allo studio misure di verifica di questi organismi notificati in modo tale da poter avere un ulteriore elemento di garanzia. Purtroppo il proliferare degli organismi notificati diminuisce la qualità dei controlli. C'è una forte concorrenza praticata attraverso canoni molto bassi e questo - conclude - influisce evidentemente sulla sicurezza".