cronaca

Partoriente si lancia da finestra

Sassari: lei è morta, la bimba è grave

04 Mag 2004 - 03:44

Una donna di 33 anni si è uccisa poco prima di partorire, buttandosi dal quarto piano della clinica ginecologica universitaria di Sassari. La vittima, che ha approfittato di un momento in cui era sola per lanciarsi nel vuoto. La bambina è nata viva e si trova adesso ricoverata nel reparto di neonatologia: le sue condizioni sono gravi. In un diario la donna aveva scritto tutte le sue ansie per la maternità.

Niente faceva presagire l'estremo gesto fino a quando la donna lasciata sola durante il travaglio ha deciso di gettarsi nel vuoto. La 33enne era stata accompagnata dal marito in clinica alle prime luci dell'alba quando aveva avvertito i primi segnali di un parto imminente. Le sue condizioni fisiche erano buone e tutto sembrava potesse andare per il meglio. Lasciata la donna alle cure dei sanitari, il marito è tornato a casa per prendere alcuni vestiti e oggetti personali che sarebbero potuti servire alla moglie in ospedale.

Sono bastati pochi attimi e la donna in preda a una grave forma di depressione accentuata anche dalla tensione del parto imminente si è lanciata dalla finestra. L'allarme è stato dato da un'ostetrica: è entrata nella stanza, ha notato il letto vuoto, le flebo staccate e la finestra aperta; quando si è affacciata dal quarto piano ha visto il corpo riverso sulla strada. I soccorsi sono stati immediati, ma per la donna non c'era più nulla da fare. I medici si sono quindi concentrati sulla bambina che portava in grembo: un flebile battito cardiaco li ha spinti ad intervenire con il parto cesareo. La piccola è nata, ma dalla morte della madre sono passati una ventina di minuti durante i quali la neonata non avrebbe ricevuto l'ossigeno necessario.

La neonata, che pesa poco più di 3 chili, è affetta da una grave insufficienza cardio-respiratoria, causata da una asfissia perinatale. E' sotto ventilazione artificiale e viene sottoposta a terapia farmacologica. La prognosi è riservata.

Nella borsa della donna è stato trovato un piccolo diario. Sono quattro pagine fitte, scritte di suo pugno in date diverse, ma tutte nel periodo della gravidanza: frasi sconnesse e sconclusionate, spesso parole di sconforto e paura per il disagio di una gravidanza e di una successiva maternità che avrebbe aggravato un equilibrio psichico già fragile. La donna, infatti, era seguita da uno psichiatra ma al momento del suo ricovero il fatto non è stato segnalato al personale della Clinica.