PROGETTI DELIRANTI

Napoli, blitz contro l'estremismo di destraProgettavano di violentare un'ebrea, 10 arresti

Il gruppo deve rispondere anche di detenzione e porto illegale di armi e di materiale esplosivo, lesioni a pubblico ufficiale ed attentati. Le "istruzioni" del capo su come comportarsi con i media. Il ministro Severino: "Orrore e ribrezzo"

24 Gen 2013 - 16:38
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 © Ansa

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I carabinieri di Napoli hanno arrestato dieci esponenti dell'estrema destra, accusati di aver partecipato a scontri di piazza nel capoluogo campano e a numerose aggressioni nei confronti di avversari politici. Sono accusati di banda armata, detenzione e porto illegale di armi e di materiale esplosivo, lesioni a pubblico ufficiale ed attentati incendiari. Alcuni di loro stavano progettando di violentare una studentessa ebrea.

L'operazione, scattata nelle province di Napoli, Salerno e Latina, riguarda un'associazione sovversiva riconducibile a esponenti della destra extraparlamentare di Napoli. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal gip su richiesta della Direzione Distrettuale nei confronti dei maggiori esponenti dell’organizzazione. Sono accusati di aver organizzato e pianificato scontri di piazza nella primavera del 2011 a Napoli.

I destinatari delle misure cautelari devono rispondere, tra l'altro, di banda armata, detenzione e porto illegale di armi e materiale esplosivo, lesioni, aggressione a pubblico ufficiale e riunione non autorizzata in luogo pubblico, progettazione e realizzazione di attentati con lancio di bottiglie incendiarie contro un centro sociale di Napoli, manifestazioni non autorizzate presso la Facoltà di Lettere, aggressioni di tipo "squadrista" contro avversari politici e sistematico indottrinamento di giovani militanti all'odio etnico e all'antisemitismo.

Dare fuoco a un'orificeria di un ebreo
Nelle conversazioni intercettate si parlava anche della possibilità di dare fuoco a un'oreficeria di proprietà di un ebreo, oltre che di violentare una studentessa universitaria.

Le istruzioni ai militanti
Giuseppe Savuto, uno degli arrestati, impartiva direttive ai giovani militanti di Casapound su come organizzare la loro pagina Facebook e li invitava a non divulgare sul social network, tra i giornalisti e a scuola le loro idee antisemite. E' quanto emerge ancora dalle intercettazioni contenute nell'ordinanza di custodia cautelare.

In una conversazione ambientale registrata il 18 settembre 2011 nella sezione "Berta", luogo di ritrovo degli indagati sottoposta oggi a sequestro dai carabinieri, Savuto si rivolge a un giovane militante non identificato: "Allora, dato che io vedo certe cose sul tuo profilo...". Il ragazzo lo interrompe: "Certe cose sì, vabbè, le aggiungevo allora, prima di stare a Casapound". Savuto si riferisce in particolare ad alcuni documenti di Forza Nuova, l'altro gruppo dell'estrema destra rivale di Casapound, che il giovane militante ha condiviso: "No, Forza Nuova... Forza Nuova non abbiamo niente a che spartire. Poi sul profilo Facebook quelli di Forza Nuova non dovranno comparire più".

L'indagato quindi ricorda ai presenti che si incontreranno di nuovo per parlare "di tutte le domande che fa la stampa, i professori", in particolare con riferimento all'Olocausto: "Con i professori a scuola se tu dici una cosa del genere, pure a livello didattico... Pure per te, una cosa personale, i voti. Perché io pure sono d'accordo che non sono mai esistite le camere a gas e non c'è mai stata nessuna deportazione, sono il primo a dirtelo... Però in questo caso davanti a un professore, davanti a un giornalista...". Obiettivo di Savuto, secondo il gip, è "non sporcare l'immagine ufficiale di Casapound che vuole accreditarsi come un interlocutore credibile per le istituzioni".