Omicidio in pineta, liberato killer
Errore su barista inglese arrestato
Dopo mesi di indagini gli investigatori sembravano aver idenfiticato l'assassino di Annalisa Vicentini, la 24enne uccisa il 19 agosto in una pineta nel Livornese. Da un esame del Dna, si era giunti a individuare come killer un barista inglese, Peter Neil Hamkin, 23 anni, arrestato vicino a Liverpool dove lavorava. Poche ore dopo l'uomo è stato posto in libertà condizionata: il suo legale sostiene che non è mai stato in Italia e che c'è un errore.
Duplice colpo di scena nelle indagini sulla morte di Annalisa. A poche ore di distanza, il giovane, bloccato nella cittadina di Litherland, che sembrava dapprima il responsabile dell'omicidio e per il quale lla Magistratura italiana aveva già chiesto l'estradizione, è stato liberato. Peter Neil Hamkin, il 23/enne inglese sospettato dell'omicidio di Annalisa Vicentini, avvenuto l'estate scorsa in una pineta di Castiglioncello (Livorno), è stato posto in libertà condizionata. Durante l' udienza svoltasi a Londra, la difesa del giovane ha sostenuto che egli non è mai stato in Italia, ipotizzando, pertanto, un errore di identità.
Annalisa Vicentini, 24enne di Livorno, venne uccisa il 19 agosto a colpi di pistola in una pineta della zona tra Quercianella e Castiglioncello, mentre era in auto con un amico, il tipografo livornese Stefano Poli, 39 anni. Quando il killer, impugnando una makarov (vecchia pistola con silenziatore in dotazione alle forze armate ai tempi dell'Unione Sovietica) si avvicinò all'auto con l'intenzione di rapinare la coppia, il tipografo lo affrontò: non riuscì a impedire che l'uomo sparasse uccidendo la giovane, ma lo ferì con una pietra, lo disarmò e lo mise in fuga.
Nei primi mesi l'indagine sembrava a un punto morto: si presumeva che il rapinatore fosse uno slavo (per via della Makarov utilizzata e dei capelli biondi), ma l'uomo non aveva mai aperto bocca durante l'omicidio e quindi non si sapeva di preciso quale fosse la sua nazionalità. A ottobre, nel Grossetano, era stato arrestato un clandestino rumeno che corrispondeva alla descrizione dell'assassino (snello, alto circa 1.80, biondo e coi i capelli raccolti con una coda), ma presto si era scoperto che l'immigrato era estraneo alla vicenda.
Nel frattempo, dalla pietra insanguinata gli investigatori erano riusciti a raccogliere campioni del Dna del killer, e grazie a un confronto con i Dna presenti nella banca dati di Scotland Yard i carabinieri e la polizia britannica erano giunti a Peter Neil Hamkin. Ora però, il processo potrebbe essere tutto da rifare.
